Netencyclo, The wikipedia mirror - The biggest multilingual encyclopedia : Tricheco

- Tricheco -

Tricheco :

Outils :

Vous avez un site web ? Un blog ?

 Netencyclo Directory Project 




Mettre en favoris !

Add to Netvibes
Technorati reactions
rencontre

Odobenus rosmarus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Tricheco)
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Tricheco

Odobenus rosmarus
Stato di conservazione
Dati insufficienti
Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Ordine: Carnivora
Sottordine: Caniformia
Superfamiglia: Pinnipedia
Famiglia: Odobenidae
Genere: Odobenus
Specie: O. rosmarus
Nomenclatura binomiale
Odobenus rosmarus
Linnaeus, 1758
Sottospecie
  • Odobenus rosmarus laptevi
  • Odobenus rosmarus divergens
  • Odobenus rosmarus rosmarus
Partecipa al Progetto:Forme di vita

Il tricheco (Odobenus rosmarus, Linnaeus 1758) è un mammifero marino di grande mole, classificato nel sottordine dei Pinnipedi insieme a foche e otarie.

È un vero e proprio gigante dell'Artico, pesante fino a 2000 kg e lungo poco meno di 4 m, eppure soltanto i popoli eskimo conoscevano questo re dei ghiacci, il tricheco, Odobenus rosmarus, e lo cacciavano attivamente, traendo da esso olio per le lampade, carne per alimentarsi, avorio per costruire arpioni e altri utensili, pelle per farne corde e coperte ecc., così come facevano gli indiani nordamericani con il bisonte.

In Europa bisogna aspettare l'anno 890 per avere una delle prime descrizioni di questo pinnipede, fornita da Ohthere, un marinaio norvegese che aveva navigato a nord del suo Paese a caccia delle «balene-cavallo», che possedevano preziosi e lunghi denti di avorio dei quali Ohthere aveva fatto dono al re Alfred il Grande.

Per molti anni il tricheco è stato quasi ignorato dall'uomo bianco, considerato soltanto una delle tante stranezze del mondo naturale, fino a che, soprattutto nel XVIII e nel XIX secolo, una caccia spietata si scatenò nei suoi confronti alla ricerca delle preziose zanne d'avorio. Erano gli anni d'oro delle baleniere e dei cacciatori di foche, centinaia di migliaia di animali vennero trucidati a bastonate e con gli arpioni (soltanto successivamente con le armi da fuoco), portando la specie sull'orlo dell'estinzione.

Tutto ciò è durato fino al «Walrus Act», la «legge sul tricheco» che nel 1941 fu emanata dagli Stati Uniti e alla quale successivamente, nel 1956, anche l'Unione Sovietica aderì, facendo sì che i due Paesi maggiormente interessati all'avorio di tricheco interrompessero la strage. Erano rimasti nel frattempo appena 40.000 individui della sottospecie del Pacifico (Odobenus rosmarus divergens), più abbondante di quella atlantica (Odobenus rosmarus rosmarus)!

Oggi i trichechi sono in forte ripresa, tanto che un censimento aereo nel 1980 ha rilevato 250.000 individui nel Mare di Bering, e le popolazioni sembrano crescere ulteriormente.

Indice

[modifica] Vita sul pack

In blu, areale del tricheco; al centro il polo Nord

Le lunghe zanne - i canini superiori che crescono in continuazione e che possono toccare i 75 cm di lunghezza nei maschi più maturi - sono certamente la caratteristica più evidente di quest'animale.

La loro funzione è prevalentemente ornamentale, conferendo ai maschi meglio dotati una posizione gerarchica molto alta all'interno dei branchi, ma i trichechi le adoperano anche per alimentarsi, ancorandosi al fondo fangoso dove ricercano, con le numerose vibrisse (i vistosi «baffoni») i molluschi di cui si nutrono, per sfondare il ghiaccio per respirare, e per spostarsi sulla terra ferma (il nome Odobenus significa proprio «colui che cammina sui propri denti»).

Il tricheco è anche un abile nuotatore, in grado di raggiungere i 24 km/h di velocità, restando immerso anche per 10 minuti e raggiungendo profondità di 80 m. A seconda delle stagioni i branchi si spostano migrando da nord a sud e seguono l'andamento dei ghiacci anche per 3000 km. Proprio il confine tra mare aperto e banchisa polare è l'ambiente ideale della specie, che per spostarsi ha trovato un sistema del tutto originale e poco dispendioso: farsi trasportare dai lastroni di ghiaccio sui quali migliaia di individui si accalcano in balia delle correnti.

Resistere per mesi tra ghiaccio e acqua altrettanto gelida non è impresa da poco, eppure i trichechi sembrano trovarsi a proprio agio nel mare glaciale. Allo spesso strato di grasso che ricopre il loro corpo, profondo anche 10 cm, che funge da isolante termico, si aggiunge anche la forte vascolarizzazione dei tessuti, ma soltanto nella parte centrale del corpo, in maniera da non disperdere attraverso le appendici il calore metabolico prodotto. Tuttavia uno dei comportamenti più comuni nei trichechi è quello di starsene sdraiati sulla banchisa a prendere il sole e a grattarsi pigramente (anche a causa dei numerosi parassiti che si annidano nella spessa pelle rugosa).

Quando ciò avviene il problema è inverso, e la pelle deve disperdere il calore in eccesso.

Per far questo i vasi sanguigni si dilatano e gli animali acquisiscono un inconfondibile, quanto incredibile, colore rosso carnicino.

[modifica] Il futuro dei trichechi

Di solito i branchi sono divisi per sesso durante l'inverno, e le femmine si riuniscono ai maschi solo in primavera. Durante il corteggiamento i maschi sbuffano e ruggiscono furiosamente, combattendo tra loro a suon di colpi di zanne per accaparrarsi fino a un massimo di 3 femmine ciascuno. Dopo l'accoppiamento, che presumibilmente avviene in mare, iniziano i 20 lunghi mesi di gestazione e infine, verso aprile-maggio, i piccoli, che pesano la bellezza di 65 kg e sono lunghi un metro e mezzo, vengono alla luce, uno per femmina. Resteranno con la madre un paio di anni, fintanto cioè che la loro dentatura, e in particolar modo i premolari, non siano del tutto sviluppati.

Questo perché soltanto grazie a questi denti piatti e forti i giovani potranno nutrirsi dei coriacei molluschi bivalvi che compongono il 90% della dieta dei trichechi.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Bibliografia

Lowry, L., Kovacs, K. & Burkanov, V., 2008. Odobenus rosmarus. In: 2008 IUCN Red List of Threatened Species. IUCN 2008.


Famiglie di Carnivori
Caniformia: Canidae · Ursidae · Procyonidae · Ailuridae · Mustelidae · Mephitidae · Phocidae · Odobenidae  · Otariidae

Feliformia: Felidae · Viverridae · Nandiniidae · Hyaenidae · Eupleridae · Herpestidae

rencontre

Tricheco - En savoir plus

Rencontre Tricheco - Articles à  la une


"Je rencontre quelques peines, je rencontre beaucoup de joie, c'est parfois une question de chance, souvent une rencontre de choix."
© 2009 Netencyclo - Netencyclo Home - Terms of Service - Privacy Policy - Program Policies
Netencyclo, the Wikipedia mirror : the biggest multilingual free-content encyclopedia on the Internet. Cet article, miroir de l'article de Wikipédia est conforme aux termes de la GFDL All Wikipedia content is licensed under the GNU Free Documentation License (see details). Content on this web site is provided for informational purposes only. We accept no responsibility for any loss, injury or inconvenience sustained by any person resulting from information published on this site. We encourage you to verify any critical information with the relevant authorities.