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Tricase

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Tricase
Panorama di Tricase
Tricase vista dalla collina di Caprarica del Capo
Tricase - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Puglia
Provincia: stemma Lecce
Coordinate: 39°56′0″N 18°22′0″E / 39.93333, 18.36667Coordinate: 39°56′0″N 18°22′0″E / 39.93333, 18.36667
Altitudine: 98 m s.l.m.
Superficie: 43,64 km²
Abitanti:
17.870 31-12-04
Densità: 398 ab./km²
Frazioni: Caprarica del Capo, Depressa, Lucugnano, Marina Serra, Sant'Eufemia, Tricase Porto, Tutino 
Comuni contigui: Alessano, Andrano, Miggiano, Montesano Salentino, Specchia, Tiggiano
CAP: 73039, 73030
Pref. telefonico: 0833
Codice ISTAT: 075088
Codice catasto: L419 
Nome abitanti: tricasini 
Santo patrono: San Vito 
Giorno festivo: 15 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Tricase (17.385 abitanti) è una città del Salento in provincia di Lecce, situata a 15 km dall'estremità meridionale della penisola salentina e a 53 km a sud del capoluogo. Ha una stazione ferroviaria sulla linea secondaria Lecce-Zollino-Gagliano del Capo.

Indice

[modifica] Geografia

Il territorio di Tricase ha una forma quasi quadrata e confina a nord con il comune di Andrano, a nordovest con i comuni di Miggiano e Montesano Salentino, a ovest con il comune di Specchia, a sud con quello di Tiggiano, ad est con il Mar Adriatico sul quale si affaccia con un litorale lungo circa 8750 metri e distante 4 km dal centro del paese.

Tricase è uno dei tanti centri abitati della cosiddetta regione delle serre, per le grandi formazioni collinari che ne costituiscono la fisionomia orografica. Nell'insieme il territorio è decisamente pianeggiante, con altezze massime di 130 metri s.l.m. presso la Masseria del Mito e di 110 metri s.l.m. nei pressi del centro abitato di Tricase.

Quercia Vallonea del XV secolo

Il territorio comunale insiste su sabbioni pliocenici carparo, che si estendono a sud verso la già nominata Masseria del Mito, e ad est e a sud, dove si addossano al calcare compatto, risalente all'Eocene, della Serra di Caprarica del Capo. Inoltre presso la frazione di Lucugnano, si possono trovare sabbie argillose di colore giallo, che hanno favorito lo sviluppo della lavorazione della terracotta, peraltro attività di rilievo nell'economia locale.

Sul territorio insistono inoltre, le Quercie Vallonee, esemplari di alberi unici in tutta l'Europa Occidentale, esistenti solo nel Salento e nei Paesi Balcanici. A Tricase è possibile ammirare una Quercia Vallonea di oltre 600 anni.

[modifica] Toponomastica

Sulle origini del nome si sono supposte alcune ipotesi. Si racconta che anticamente (tra il X e l'XI secolo) esistessero tre Casali e, dall'unione di essi, sembra sia sorto il primo nucleo di abitazioni che poi diede il nome a Tricase. I nomi di questi tre Casali erano probabilmente per lo storico Luigi Tasselli -Trunco, Monesano e Amito Cuti-; per Antonio Micetti, invece si chiamavano -Menderano, Voluro e San Nicola-.

Probabilmente però la parola Tricase derivò da inter casas, che significa un paese formatosi in mezzo a diversi Casali cioè centro sorto tra altri nuclei abitati. È opinione ormai consolidata che i tre Casali si unirono dal bisogno della forza; perché essendo piccoli, deboli ed inermi, erano spesso attaccati, invasi e derubati dai barbari e dalle genti dei luoghi limitrofi. Tutto ciò accadde, si dice, intorno all'anno 1030.

Da ricordare che anticamente la denominazione di Tricase è stata anche Treccase, poi Trecase, successivamente Tricasi o Tricasium e solo infine quella attuale.

[modifica] Cenni Storici

Tricase è un centro antico sorto in una zona ricca di testimonianze preistoriche e megalitiche. Le prime informazioni certe si hanno a partire dalla fine del 1200, quando erano feudatari i Signori Demetrio Micetti, Nasone de Galerato, Angelo de Cafalia e Goffredo de Lavena. Seguirono altri feudatari: Raimondello Orsini Del Balzo, Baldassarre ed Antonello Della Ratta, Ludovico Benavola, Pirro Castriota, Federico Pappacoda, Scipione Santabarbara e Stefano I Gallone, primo Barone di Tricase.

Dal 1558 al 1806, fino alla eversione delle feudalità, Tricase rimase sempre nelle mani dei Principi Gallone, nobile famiglia, probabilmente indigena di Terra d'Otranto, la quale cominciò ad innalzarsi alla fine del XVI secolo. Di questa importante Famiglia si ricorda che Maria Bianca Gallone, ultima Principessa di Tricase, è morta nel 1982.

[modifica] Stemma

Immagine:Tricase-Stemma.png

Lo stemma civico di Tricase è diviso in due sezioni verticali.

Nella sinistra dello scudo sono raffigurate tre case su campo rosso, mentre, nella parte destra, vi è un albero di pino marittimo sovrastato da una stella. Le tre case ricordano le origini della città, nata, secondo un’opinione condivisa dagli storici, dall’unione di tre casali. Poco prima dell’Unità d’Italia venne aggiunto il pino marittimo, albero molto diffuso lungo le coste del territorio di Tricase, ed una stella, quella del mattino, a cui gli antichi abitanti affidarono la protezione della città.

Chiesa dei Domenicani

[modifica] Monumenti

[modifica] Chiesa Madre

La Chiesa Madre di Tricase, dedicata alla Natività della Beata Vergine Maria è di origine cinquecentesca. Le dimensioni contenute della struttura d'origine e l'incremento della popolazione ne inducono l'ampliamento nel 1735. Si ricorre all'opera del domenicano Tommaso Manieri che, non all'altezza dell'incarico, pregiudica la statica della fabbrica. Si abbandona il precedente progetto di ampliamento e si procede alla ricostruzione su di un area maggiore di quella della chiesa precedente. I lavori si concludono nel 1781. Il completamento della facciataavverrà nel 1785.

[modifica] Chiesa e Convento dei Domenicani

Il convento dei Domenicani di Tricase è annovera tra i 31 della Provincia di San Tommaso di Puglia (1776). La sua edificazione è attestata nel '400. Venne saccheggiato nel 1495 dai Saraceni, durante le loro continue incursione in Terra d'Otranto. Tra il 1679 e 1688, come da iscrizione sulla facciata, la chiesa è ricostruita con nuovo orientamento; non è più rivolta a mezzogiorno, ma fronteggia la piazza. Dopo la chiesa si ricostruì anche il convento. Nel 1809, soppressi i domenicani e devoluti al demanio i loro immobili, il convento è adibito a sede municipale sin dal 1813.

Chiesa di San Michele Arcangelo

[modifica] Chiesa di San Michele Arcangelo

La Chiesa di San Michele Arcangelo venne costruita nel 1624 come testimonia l'iscrizione sull'architrave della porta d'ingresso. La stessa iscrizione informa inoltre che la chiesa fu costruita su commissione dei Gallone, ed in particolare di Cesare, e che è dedicata all'arcangelo Michele.

Dubbia è la paternità dell'opera, Paone la attribuisce a Mastro Marcello da Lecce; Calvesi e Manieri-Elia attribuiscono invece tale paternità a Giovanni Maria Tarantino di Nardò.

[modifica] Chiesa Madonna di Costantinopoli o dei Diavoli

Secondo una legenda la costruzione della Chiesa della Madonna di Costantinopoli è il risultato di una scommessa stipulata tra il Marchese di San Martino (casale nei dintorni di Tricase), Jacopo Francesco Arborio Gattinara, e il diavolo; da qui l'appellativo 'Chiesa dei Diavoli'.

Vemme costruita nel 1685, come riportato sulla porta d'ingresso e possiede una caratteristica e insolita forma ottagonale. Per tutto il '700 nella chiesa viene celebrata messa; il progressivo decadere dell'edificio spinge il Vescovo Masselli ad interdirla al culto nel 1878. Nel 1966 edificio e area circostante sono acquistati dall'amministrazione comunale con l'intenzione in un primo momento di restaurare la chiesa e restituirla al culto, in un secondo momento di porre le basi per un cimitero; nessuna delle due ipotesi ha trovato realizzazione.

[modifica] Palazzo Principesco dei Gallone

Il Castello di Tricase o Palazzo Gallone è una costruzione della seconda metà del '600 che ha inglobato strutture difensive di epoca precedente.

Palazzo Principesco dei Gallone

Le notizie più remote sulle fortificazioni di Tricase risalgono al 1455. Esistevano la Turris Magna e un pons de tabulis di accesso alla torre. La Torre Grande, a protezione della porta Terra, diviene il nucleo primo della residenza signorile dei Castriota-Granai, in possesso di Tricase dopo i Del Balzo. Nel 1588 Tricase dopo essere stata dei Pappacoda, e dei Santabarbara, giunge ai Gallone che ampliarono la struttura della torre ed elevarono il prospetto che fronteggia la chiesa madre. Il prospetto si conclude con un splendido loggiato attribuito allo stesso autore della Chiesa di Sant'Angelo.

Stefano Gallone divenuto Principe di Tricase nel 1651, adeguò la residenza al nuovo ruolo della famiglia. Nel 1660 ottenne la Torre Grande e utilizzando i massi della cortina muraria esistente fece realizzare il fronte del nuovo palazzo di aspetto austero, ingentilito da decorazioni nel portale, nella loggia sovrastante e nella balaustra di unione tra il palazzo e la torre.

[modifica] Uomini illustri

[modifica] Territorio

Dall'ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali. Al largo di tricase verrano installati i primi prototipi di turbine eoliche galleggianti [1].

[modifica] Frazioni

Tricase conta due frazioni (Lucugnano e Depressa), 3 rioni (Caprarica del Capo, Sant'Eufemia, Tutino) e 2 marine (Tricase Porto e Marina Serra).

Lucugnano è un frazione di Tricase. Conta circa 1700 abitanti detti "lucugnanesi" ed ha un'economia basata principalmente sull'artigianato, sull'agricoltura e sui servizi. Lucugnano è noto in tutto il Salento, e non solo, grazie ad un arguto personaggio (forse frutto della fantasia popolare) noto per i sui "cunti" o "culacchi": Papa Galeazzo. A Lucugnano visse, dando vita a molte delle sue numerose composizioni poetiche, Girolamo Comi. Oggi, in quella che fu la sua dimore, ha sede l' omonima biblioteca provinciale. A Lucugnano inoltre è tipica la produzione di ceramiche artigianali. Nelle botteghe dei figuli, ancora oggi si producono con tecniche artigianali, oggetti unici e speciali.

L'altra frazione è Depressa.

Dal 1992, in seguito a delibera comunale, i centri di Tutino, Caprarica del Capo e Sant'Eufemia, in precedenza considerate frazioni, sono divenuti rioni.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Sport

La maggiore squadra di calcio cittadina e' l'Associazione Sportiva Calcio Tricase, squadra che milita nel campionato di Eccellenza Regionale dopo aver disputato cinque tornei consecutivi in Serie C2 tra il 1997 ed il 2002. La squadra gioca le sue partite interne presso lo stadio comunale sito in Via Olimpica.

Oltre al calcio Tricase ha ed ha avuto soddisfazioni grazie alla pallavolo cittadina.La squadra chiamata Virtus Tricase negli anni ottanta militò in serie B e venne rifondata poi nel 2003 con il nome di Nuova Virtus Tricase e milita attualmente nel campionato regionale di serie C, nonostante la spina nel fianco dovuta all'assenza, nel territorio comunale, di una struttura che permetta di disputare le partite in casa nel proprio paese. Il medesimo problema infrastrutturale colpisce la locale società di tennis tavolo, il Table Tennis Club Tricase, costretta anch'essa a giocare in altre località.

[modifica] Curiosità

Nella frazione di Lucugnano visse a lungo il poeta Girolamo Comi, mentre a Depressa vive il regista cinematografico Edoardo Winspeare, noto per aver diretto Pizzicata, Sangue vivo, Il miracolo e Galantuomini.

In occasione delle festività natalizie, in località Monte Orco, ogni anno viene allestito il Presepe Vivente, manifestazione che richiama visitatori dall'intera regione, fondata anni fa da alcuni ragazzini del paese.

Nel 2008, a Tricase, è giunto alla quinta edizione il Salento International Film Festival, importante festival del cinema indipendente.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Antonio Giuseppe Musarò (centrodestra) dal 15/04/2008 (1º mandato)
Centralino del comune: 0833 547111
Posta elettronica: info@comune.tricase.le.it

[modifica] Galleria fotografica

Il Tafaluro a Torre Sant'Andrea, marina di Melendugno (LE)

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