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Il Sistema solare esterno è la parte del Sistema solare compresa tra la fascia degli asteroidi e la nube di Oort. Ne fanno parte convenzionalmente solo i quattro Giganti gassosi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno) con i loro satelliti e una serie di corpi minori presenti in questa zona, ma spesso vi vengono inclusi anche oggetti al di là dell'orbita di Nettuno, come alcuni pianeti nani (su tutti Plutone, un tempo considerato anch'esso pianeta esterno) e gli oggetti per l'appunto transnettuniani, oltre anche ad alcune comete a corto periodo (come la Cometa di Halley).
Il termine "pianeta esterno", nell'astronomia moderna, non va confuso con il termine "pianeta superiore". Nella cosmografia di Tolomeo v'era distinzione fra i pianeti che orbitavano fra la Terra ed il Sole, detti interni o inferiori, e quelli che orbitavano oltre il Sole, detti esterni o superiori. Copernico secoli dopo modificò questa definizione in base alla sua teoria eliocentrica, invertendo la posizione fra la Terra ed il Sole. La distinzione nasceva dal punto di vista dell'osservazione sulla Terra, per cui i pianeti "interni" (Mercurio, Venere) rispetto all'orbita terrestra avevano un moto apparente sulla volta celeste differente da quelli al di là della fascia occupata dal nostro pianeta (Marte, Giove, Saturno) proprio in natura delle diverse posizioni. In seguito, con i progressi in campo astronomico, si comprese maggiormente la natura fisica del Sistema solare e venne adottato come limite convenzionale fra i pianeti interni, fisicamente fra loro simili (piccoli, rocciosi, lenta rivoluzione, veloce rotazione), e i giganti gassosi esterni (ai quali si aggiunsero poi Urano e Nettuno), la fascia di asteroidi. Per l'antica definizione invece sopravvivono i termini "pianeta inferiore" e "pianeta superiore".