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| Provincia di Treviso | |||
|---|---|---|---|
| Stato: | |||
| Regione: | |||
| Capoluogo: | Treviso | ||
| Superficie: | 2.476,68 km² | ||
| Abitanti: |
|
||
| Densità: | 353,2 ab./km² | ||
| Comuni: | Elenco di 95 comuni | ||
| Targa: | TV | ||
| CAP: | 31100, 31010-31059 | ||
| Pref. telefonico: | 0421, 0422, 0423, 0434, 0438 | ||
| Codice ISTAT: | 026 | ||
| Presidente: | Leonardo Muraro (Lega Nord) 29.05.2006 | ||
| Sito istituzionale | |||
| « [...] Il labirinto finisce e comincia la Statale 53, Treviso-Vicenza, la linea dello sviluppo, il cordone ombelicale fra le due province più ricche d'Italia [...] » | |
La Provincia di Treviso è una provincia del Veneto di circa 875 mila abitanti.
Confina a nord con la Provincia di Belluno, a est con il Friuli-Venezia Giulia (Provincia di Pordenone), a sud con la Provincia di Venezia e la Provincia di Padova, a ovest con la Provincia di Vicenza. È la 17esima provincia più popolata d'Italia e la 14esima più densamente popolata, nonché una con il maggior aumento demografico degli ultimi anni.
Il suo territorio coincide con l'antica Marca Trevigiana (nel suo significato più ristretto).
Indice |
Gran parte della provincia è pianeggiante, ma la fascia settentrionale è caratterizzata dalla presenza di rilievi collinari. Lungo il confine con la provincia di Belluno si può parlare addirittura di montagna, con massicci che sovente superano i mille metri (compresi nelle Prealpi bellunesi). Le cime più elevate sono il Monte Grappa (1775 m, condivisa con le provincie di Vicenza e Belluno) e il Col Visentin (1764 m, pure questa presso il confine con Belluno). Peculiare è il Montello (385 m), collinetta isolata che sorge nella media provincia, ben distinta dalle Prealpi, che si allunga da Montebelluna a Nervesa della Battaglia.
La provincia di Treviso è una zona assai ricca di acque, specialmente l'area medio-bassa, dove sono frequenti le risorgive (localmente dette fontanassi). Tra i fiumi di risorgiva più importanti è da ricordare il Sile che nasce a Casacorba, nel comune di Vedelago, e che caratterizza il centro storico di Treviso. Ma il fiume principale è senza dubbio il Piave caratterizzato, per la maggior parte del suo corso, dal largo letto ghiaioso. Altri corsi d'acqua degni di nota sono il Livenza, il Monticano e il Meschio.
Nella zona delle prealpi sono da ricordare anche alcuni specchi d'acqua, in particolare il Lago Morto (in Val Lapisina, a nord di Vittorio Veneto), il Lago di Lago e il Lago di Santa Maria (entrambi nel comune di Revine Lago).
Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni della provincia di Treviso ordinati per numero di abitanti (dati: Istat 30/06/2008):
| Pos. | Stemma | Comune di | Popolazione (ab) |
Superficie (km²) |
Densità (ab/km²) |
Altitudine (m.s.l.m.) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1° | Treviso | 82.067 | 55,50 | 1479 | 15 | |
| 2° | Conegliano | 35.485 | 36,33 | 977 | 72 | |
| 3° | Castelfranco Veneto | 33.358 | 50,93 | 655 | 42 | |
| 4° | Montebelluna | 30.601 | 48,98 | 625 | 109 | |
| 5° | Vittorio Veneto | 29.169 | 82,61 | 353 | 138 | |
| 6° | Mogliano Veneto | 27.966 | 46,15 | 606 | 8 | |
| 7° | Paese | 21.376 | 38,00 | 563 | 12 | |
| 8° | Oderzo | 19.867 | 42,57 | 467 | 14 | |
| 9° | Villorba | 18.035 | 30,59 | 590 | 26 | |
| 10° | Preganziol | 16.759 | 22,89 | 732 | 12 |
Altri comuni della provincia di Treviso con più di 10.000 abitanti ordinati per numero di abitanti:
| Pos. | Stemma | Comune di | Popolazione (ab) |
Superficie (km²) |
|---|---|---|---|---|
| 11° | Vedelago | 16.337 | 61,66 | |
| 12° | Roncade | 13.805 | 61 | |
| 13° | San Biagio di Callalta | 12.980 | 48 | |
| 14° | Casale sul Sile | 12.368 | 26 | |
| 15° | Pieve di Soligo | 12.050 | 19 | |
| 16° | Ponzano Veneto | 11.937 | 22 | |
| 17° | Susegana | 11.923 | 44 | |
| 18° | Spresiano | 11.172 | 25 | |
| 19° | Casier | 10.962 | 13,46 | |
| 20° | Carbonera | 10.948 | 19,78 | |
| 21° | Riese Pio X | 10.806 | 30,74 | |
| 22° | Valdobbiadene | 10.806 | 60,70 | |
| 23° | Motta di Livenza | 10.655 | 37 | |
| 24° | Zero Branco | 10.470 | 26 | |
| 25° | Trevignano (TV) | 10.336 | 26,55 |
Abitanti censiti 
Quella di Treviso è una delle provincie italiane con la più alta percentuale di extracomunitari: il 31 dicembre 2007 si contavano 87.976 stranieri regolari su una popolazione di 869.534 unità (10,1% del totale); dei nati, il 21,8% erano stranieri. Nell'ultimo anno la popolazione straniera è aumentata di 10.029 unità (+12,9%)e una buona parte dell'incremento è dovuta all'elevato tasso di natalità (2.055 nati, il 24,8‰).
Nella maggior parte dei comuni gli stranieri rappresentano 8-13% delle intere popolazioni, in linea quindi con la media provinciale. Si osservano tuttavia alcune eccezioni: da una parte Fonte, Possagno e Crespano del Grappa mostrano valori rispettivamente del 18,8, 18,4 e 18,1%; dall'altra Refrontolo, Monfumo e San Pietro di Feletto hanno il 3,4, 3,7 e 3,9%.
Sezione in allestimento. Nel frattempo si possono visitare le pagine suggerite.
Abitata fin dall'epoca preistorica, la zona fu insediata in epoca più recente dai Paleoveneti, che qui vi fondarono vari insediamenti tra cui Oderzo (allora doveva chiamarsi Opterg), Montebelluna, Asolo e Treviso. Sulle colline a nord, ad esempio presso Vittorio Veneto, dovevano essersi stanziate popolazioni celtiche.
Con l'arrivo da sud dei Romani le città paleovenete iniziarono a passare pacificamente sotto l'Impero Romano, transizione conclusasi intorno alla metà del I secolo a.C. con l'elevazione di Treviso, Oderzo e Asolo (in lingua latina rispettivamente Tarvisium, Opitergium e Acelum) a municipia romani. La regione in epoca romana fece parte della Regio X Venetia et Histria.
| Per approfondire, vedi le voci Storia di Treviso, Storia di Oderzo, Storia di Montebelluna e Storia di Asolo. |
Già intorno al 50 sarebbe iniziata la diffusione del Cristianesimo, secondo la tradizione per opera di San Prosdocimo di Padova. Nei secoli successivi, i tre municipi già citati divennero sedi vescovili.
| Per approfondire, vedi le voci diocesi di Treviso, diocesi di Oderzo e diocesi di Asolo. |
Con la caduta dell'Impero Romano, tutto il Veneto fu colpito dalle invasioni barbariche: vi giunsero, in particolare, i Goti, gli Eruli, e gli Unni di Attila, questi ultimi responsabili delle distruzioni nelle maggiori città. Più tardi, fu la volta dei Longobardi, il cui arrivo fu descritto da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum. La successiva decadenza di Oderzo e Altino favorì non solo lo sviluppo dei centri della laguna di Venezia, come è ben risaputo, ma anche degli abitati più interni e meglio difendibili, ad esempio Ceneda, Serravalle, Conegliano e la stessa Treviso, fino a quel momento centro di importanza secondaria. In generale, tuttavia, l'attuale provincia subì un notevole spopolamento a vantaggio dei centri litoranei, con la conseguente decadenza del territorio: già bonificato e intensamente coltivato in età romana, l'agro si ricoprì di boschi e paludi. Verso la fine del millennio, però, le potenze imperiale ed ecclesiastica si interessarono al recupero della zona fondando numerosi monasteri.
Tra il VI e l'VIII secolo l'Italia intera fu teatro delle guerre per il predominio nel paese tra l'Impero bizantino erede dell'antico Impero Romano e i Longobardi. In particolare, l'entroterra veneto divenne dominio di questi ultimi, a differenza del litorale, che rimase sotto il controllo dell'Esarcato di Ravenna. Riguardo ai Longobardi, è da ricordare l'istituzione dei ducati di Treviso e di Ceneda.
Nel medioevo l'importanza di Treviso crebbe a tal punto che con il termine "Marca trevigiana" si indicherà un territorio ben più vasto di quello dell'attuale provincia.
Dopo l'anno 1000 anche qui inizierà l'età feudale, con la nascita di tante piccole autorità locali religiose (i vescovi di Ceneda e Treviso) e civili, con la comparsa sulla scena di famiglie latifondiste come i Caminesi, i Collalto, i Tempesta e i Camposampiero, che si scontreranno tra di loro e contro le autorità imperiali germaniche Sacro Romano Impero. Frattanto, nei centri maggiori si vennero a formare governi di tipo comunale, i quali affiancarono o sostituirono le istituzioni nobiliari ed ecclesiastiche.
All'inizio del XIII secolo saranno i Da Romano, una famiglia proveniente dal vicentino, ad ottenere la supremazia instaurando la propria signoria su Treviso, e lo stesso faranno i Da Camino alla fine del secolo. Più tardi saranno invece i Collalto, gli Scaligeri e i Carraresi ad emergere fino a quando l'ormai potente Repubblica di Venezia, desiderosa si aumentare il proprio dominio sull'entroterra veneto, inizia un'intensa guerra di conquista e la Marca trevigiana è la prima a farne le spese (1380), per ovvi motivi geografici. Già nel 1339 Treviso e il suo territorio si sottomettono spontaneamente alla Serenissima. Dopo la parentesi austriaca e Carrarese, nel 1388 vi ripassa definitivamente.
| Per approfondire, vedi le voci Ezzelini, Da Camino, Collalto, Carraresi, Camposampiero (famiglia) e Tempesta (famiglia). |
| Per approfondire, vedi la voce Repubblica di Venezia. |
Il periodo sotto Venezia non fu particolarmente intenso per la Marca, che visse un periodo di pace e relativo benessere (specie dopo la guerra mossa dalla Lega di Cambrai). Treviso fu dotata di una possente cinta muraria ma al contempo la Serenissima provvide a distruggere gran parte dei castelli che sorgevano numerosi in tutta la Marca, perché non servissero come basi per eventuali rivolte. Le risorse naturali e agricole furono intensamente sfruttate, in particolare i vasti boschi servirono per far fronte all'imponente fabbisogno di legno di Venezia, cosa comunque efficacemente regolata e controllata.
Con la caduta della Repubblica, la Marca passò ai francesi di Napoleone Bonaparte (1797), ricordati soprattutto per la chiusura di monasteri e altre opere pie e per aver depredato chiese e palazzi di preziosissime opere d'arte.
Dopo una serie di passaggi Tra Austria e Francia, a cui conseguirono anche alcuni scontri bellici, Treviso passò definitivamente agli Austriaci nel 1815.
| Per approfondire, vedi la voce Battaglia del Piave. |
Treviso divenne allora capoluogo di provincia del Regno Lombardo-Veneto. La popolazione, mossa anche dal clima di patriottismo che aveva investito l'Europa, fu molto insofferente verso gli Austriaci, sebbene responsabili della realizzazione di numerose opere pubbliche (strade, ferrovie) e fautori di un'amministrazione considerata dagli storici equa nei confronti dei Veneti.
Nel 1866 avviene il passaggio del Veneto al Regno d'Italia.
| Per approfondire, vedi la voce Terza guerra di indipendenza italiana. |
Con l'annessione al Regno d'Italia nasce ufficialmente la provincia di Treviso.
Durante la "grande guerra" la provincia di Treviso fu zona di confine e teatro dell'ultima, decisiva battaglia, tenutasi lungo le rive del Piave. L'armistizio fu firmato a Ceneda, che per questo diventerà Vittorio Veneto, mentre il Piave diventerà "fiume sacro alla Patria".
Durante la seconda guerra mondiale il trevigiano fu teatro di aspri scontri tra fascisti e partigiani, con crimini e stragi sommarie perpetuati da entrambe le parti in causa.
| Per approfondire, vedi le voci Strage della cartiera di Mignagola e Strage di Oderzo. |
Il 7 aprile 1944 gli americani compirono un inutile bombardamento della città di Treviso, che fece un migliaio di vittime e distrusse l'80% del patrimonio edilizio della città.
| Per approfondire, vedi la voce Bombardamento di Treviso. |
Nel dopoguerra la provincia di Treviso vedrà due massicce fasi di sviluppo economico: il primo a partire dalla fine degli anni '50, interesserà l'intero paese (il cosiddetto boom economico), il secondo, iniziato alla fine degli anni '70 interesserà soltanto il Triveneto, e per le sue particolari caratteristiche verrà chiamato "il miracolo del Nordest".
Viste le ricchezze naturali e paesaggistiche che vanta, nella provincia di Treviso sono presenta molte aree protette di diversa tipologia. Nel complesso, si estendono su circa 49.000 ha di territorio per quanto riguarda le sole zone S.I.C. e Z.P.S., ma la superficie raggiunge i 91.000 ha contando tutte le aree protette (quasi il 40% dell'intero territorio)[1].
In questo senso, l'istituzione più significativa è il Parco Regionale del Sile (4.159 ha) che, comprendendo tutto il corso del fiume sino alla Laguna Veneta, tocca anche le provincie di Padova e di Venezia.
Altre piccole aree protette si trovano sull'altopiano del Cansiglio: sono la Riserva naturale integrale Piaie Longhe-Millifret (129,7 ha condivisi con la provincia di Belluno) e la Riserva Statale Campo di Mezzo-Pian di Parrocchia (667 ha). Interessante notare che sono 22.000 gli ettari di foreste protetti, cioè quasi la metà delle risorse boschive della provincia.
Fauna:
Mammiferi:
Donnola, Ermellino, Tasso, Faina, Martora, Gatto selvatico (occasionale), Orso bruno (occasionale), Sciacallo dorato (occasionale), Volpe, Cinghiale (introdotto), Cervo, Capriolo, Muflone (introdotto), Camoscio (reintrodotto).
Uccelli:
- nidificanti: Oca del Canada (introdotta), Smergo maggiore, Moretta, Aquila reale (irregolare), Falco cuculo (irregolare), Occhione, Gruccione, Bigia padovana (irregolare);
- svernanti: Tarabuso, Airone guardabuoi, Moretta tabaccata;
- estivanti: Airone bianco maggiore, Cicogna nera, Ghiandaia marina;
- migratori: Grillaio;
- accidentali: Berta di Jouanin, Marangone minore, Moretta codona, Aquila di mare, Poiana codabianca, Venturone.
Siti dove fare birdwatching al sito: http://www.ebnitalia.it/public/bwbase/pmwiki.php?n=Main.Treviso
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate a Treviso. |
Sezione in allestimento. Nel frattempo visitare le pagine qui sotto:
La provincia di Treviso è assai povera di castelli medievali in quanto, con la conquista della Serenissima, quest'ultima decise di distruggere la maggior parte dei fortilizi: essi potevano servire da basi per insorti, ma erano anche l'ultima testimonianza, da cancellare, del vecchio potere feudale; inoltre, i castelli, ormai inutili, potevano essere riutilizzati come "cave" da cui attingere materiale di recupero.
I pochi castelli e ruderi rimasti sono sopravvissuti perché ancora proprietà di famiglie feudatarie dipendenti da Venezia, oppure perché l'opera di "smantellamento" a cui si è appena accennato non fu terminata.
Per quanto riguarda la pianura, restano solo i ruderi di una torre del castello di Rai, in comune di San Polo di Piave (X secolo) e un'altra a Casale sul Sile (quest'ultima, perfettamente conservata, è ora parte di una villa privata). Da ricordare, però, le cittadine fortificate di Castelfranco Veneto e Portobuffolè, nate come fortilizi e infine evolutisi in veri e propri centri abitati. Discorso a parte per quanto riguarda la stessa Treviso, città murata.
Più frequente la presenza nell'area collinare, sotto Venezia amministrata, almeno nominalmente, dai Collalto e dai Brandolini.
I primi possedevano due castelli in comune di Susegana: quello detto di San Salvatore, è quello meglio conservato; del secondo, nella frazione Collalto, restano la torre principale e tratti delle mura. Ai Collalto apparteneva anche il complesso delle torri di Credazzo, in comune di Farra di Soligo, più volte saccheggiato e quindi caduto in rovina.
Dei Brandolini era invece il Castelbrando a Cison di Valmarino il quale, cessate le sue funzioni militari, fu adattato a dimora patrizia secondo lo stile delle ville venete.
Anche Conegliano è sovrastata da una bastia, in parte rimaneggiata se non demolita. Conserva le fattezze originali una delle due torri rimaste, oggi sede di un museo.
A Vittorio Veneto si possono ammirare due fortilizi: a Ceneda si trova il castello di San Martino, da secoli sede vescovile; a Serravalle è ubicato invece una costruzione di origini romane, poi ampliata nel medioevo e in parte demolita nel Settecento; restano tratti delle mura e altre strutture esterne. Nella vicina Cordignano vi è il Castelat, un castello caminese devastato dai Turchi.
Ad Asolo sono conservati due bastie: la prima, il palazzo del Pretorio è di origini medievali, ma fu radicalmente modificata per divenire residenza della nota Caterina Cornaro; la seconda è la rocca, imponente costruzione di cui restano quasi intatte le mura.
Infine, in località Sopracastello di San Zenone degli Ezzelini, resta la torre di un antico castello degli Ezzelini.
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| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Sportivi trevigiani. |
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