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Categorie: Politica, Diritto e Stato |
Nell'ordinamento italiano il titolo di prosindaco è utilizzato con vari significati.
È detto prosindaco, anche se la dizione non trova riscontro nella legge, il consigliere comunale delegato dal sindaco a svolgere le sue funzioni di ufficiale del Governo, esclusa l'emanazione delle ordinanze contingibili ed urgenti, nei quartieri e nelle frazioni del comune di appartenenza. Nei comuni divisi in circoscrizioni di decentramento comunale, invece, la delega può essere data esclusivamente al presidente del consiglio circoscrizionale (peraltro, vi sono comuni, come quelli di Casoria o di Nola, in cui il capoluogo comunale non è articolato in circoscrizioni, essendo queste istituite esclusivamente nelle frazioni).
La legge 142/1990 prevedeva l'elezione di un prosindaco e di due consultori da parte dei cittadini residenti in un municipio, contestualmente all'elezione del consiglio del comune di appartenenza. Dopo la riforma operata dalla Legge 265/99, ora confluita nel D.Lgs. 267/2000 (art. 16), la disciplina dell'organizzazione e del funzionamento dei municipi è demandata agli statuti e regolamenti comunali, sicché in sede legislativa il prosindaco e i consultori non sono più citati.
Alcuni statuti comunali prevedono la possibilità per il sindaco di attribuire il titolo puramente onorifico di prosindaco ad un membro della giunta comunale.
Infine, si usa talvolta denominare prosindaco il vicesindaco o l'assessore che sostituisce il sindaco in caso di assenza o impedimento. Anche in questo caso l'uso del termine non trova riscontro in sede legislativa.