La parrocchia è, nella Chiesa cattolica, una porzione territoriale di una diocesi:
| « La parrocchia è una determinata comunità di fedeli che viene costituita stabilmente nell'ambito di una Chiesa particolare, e la cui cura pastorale è affidata, sotto l'autorità del Vescovo diocesano, ad un parroco quale suo proprio pastore.
Spetta unicamente al Vescovo diocesano erigere, sopprimere o modificare le parrocchie; egli non le eriga, non le sopprima e non le modifichi in modo rilevante senza aver sentito il consiglio presbiterale. La parrocchia eretta legittimamente gode di personalità giuridica per il diritto stesso. » |
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(Codice di diritto canonico [CDC], can. 515)
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Centro della vita di una parrocchia è la celebrazione dell'Eucaristia domenicale, dove tutta la comunità cristiana di quel territorio si riunisce per lodare Dio e spezzare il pane.
In seguito a un numero diversissimo di fattori, una parrocchia può avere un numero di abitanti molto basso (alcune centinaia di cattolici o meno), fino ad essere una piccola città: in America Latina esistono parrocchie che possono avere centomila abitanti, e che di fatto sono più grosse di intere diocesi di altri paesi.
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Il termine deriva dal latino medioevale paroechia, a sua volta calco dal greco παρоικια (=aggregato di case, vicinato); il lemma si ritrova nelle Scritture col significato di soggiorno temporaneo in terra straniera, riflettendo uno stadio in cui la comunità non era organizzata. Il termine cominciò a venire impiegato nel III secolo col significato attuale di diocesi, poi nel IV secolo con quello moderno di suddivisione di una diocesi.
La parrocchia è una circoscrizione ecclesiastica dove il vescovo manda un suo presbitero per la cura delle anime che in quel territorio si trovano. È una comunità di fedeli. Durante i lavori preparatori per la stesura del nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983, questa espressione si preferì a quella utilizzata nel codice Pio-Benedettino del 17 porzione del popolo di Dio, perché il termine porzione esprime più un fatto fisico, statico, che, invece, nel caso di comunità di fedeli significherebbe una dinamica interazione tra più persone unite come un'unica famiglia di Dio sotto un pastore. Tale concetto viene espresso bene nel documento concilare del Vaticano II Lumen Gentium al n° 28. Essa è determinata, ossia è costituita da tutti i fedeli in un determinato territorio. Ed è resa stabile in quanto collocata all'interno di una Chiesa Particolare. Quest'ultima è principalmente una Diocesi.
La Parrocchia è costituita tale, ossia è eretta, dal Vescovo diocesano attraverso un decreto, detto appunto decreto d'erezione, nel quale vengono indicati i confini territoriali che saranno all'interno della propria Diocesi. Nel caso dell'Italia la circoscrizione delle parrocchie è determinata dall'autorità ecclesiastica. L'atto di erezione legittimamente compiuto rende la parrocchia personalità giuridica ecclesiastica pubblica. La comunità dei fedeli, cioè la parrocchia, da quel momento diventa soggetto di diritti e doveri.
Ogni Parrocchia è affidata alle cure pastorali di un parroco, la cui nomina è condizionata da alcuni principi che vengono regolati direttamente dal Codice di Diritto Canonico. I requisiti fondamentali sono: essere nella comunione della Chiesa; deve essere o sacerdote; non può essere una persona giuridica; si deve distinguere per sana dottrina e onestà di costumi, dotato di zelo per il prossimo. In alcuni casi può essere un vescovo, tipicamente un vescovo ausiliare.
Il parroco può essere aiutato da uno o più viceparroci o vicari parrocchiali, che, in maniera subordinata, condividono le stesse responsabilità del parroco. Ci possono essere anche uno o più aiuti pastorali, che collaborano alla celebrazione dell'Eucaristia, all'amministrazione del sacramento della riconciliazione, alla visita e all'unzione degli infermi. Sia i viceparroci che gli aiuti pastorali devono essere anch'essi presbiteri.
Il CDC prevede che in ogni parrocchia il parroco sia coadiuvato e assistito da:
Nelle parrocchie si conservano i documenti dell'"anagrafe ecclesiastica": atti di battesimo, atti di confermazione (non in tutte le diocesi: in alcune sono conservati nel vescovado), atti di matrimonio, atti di morte.
Inoltre, la parrocchia è tipicamente il motore dell'attività pastorale nel suo territorio. In essa si porta avanti:
Il vescovo diocesano può affidare una parrocchia ad un istituto religioso maschile, a tempo determinato o indeterminato.
Sono organizzate in parrocchie anche la Comunione Anglicana, la Chiesa Ortodossa Orientale, la Chiesa di Svezia, e alcune altre chiese protestanti.
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