| Dati biografici | ||
| Nome | Luís Vinicius de Menezes | |
| Nato | 28 febbraio 1932 Belo Horizonte |
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| Paese | ||
| Dati agonistici | ||
| Disciplina | Calcio | |
| Ruolo | Attaccante | |
| Squadra | Ritirato | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club* |
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| 1955/1960 | 152 (69) | |
| 1960/1962 | 47 (17) | |
| 1962/1966 | 116 (61) | |
| 1966/1967 | 8 (1) | |
| 1967/1968 | 25 (7) | |
| Tot. Serie A | 17° class. marcatori | 348 (155) |
| Carriera da allenatore |
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| 1968/1969 | ||
| 1969/1970 | ||
| 1970/1971 | ||
| 1971/1973 | ||
| 1973/1976 | ||
| 1976/1978 | ||
| 1978/1980 | ||
| 1980/1982 | ||
| 1982/1984 | ||
| 1984/1986 | ||
| 1986/1988 | ||
| 1991/1992 | ||
| * Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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| Statistiche aggiornate al 19 agosto 2007 | ||
Luís Vinício de Menezes (Belo Horizonte, 28 febbraio 1932) è un ex calciatore e allenatore di calcio brasiliano.
Indice |
Giunto in Italia a 23 anni dal Botafogo, giocò a lungo nel Napoli mettendosi fin da subito in luce come grande realizzatore, arrivando secondo nella classifica cannonieri del 1956-1957 e quarto in quella del 1957-1958.
Generoso e potente in campo, si guadagnò presto il soprannome di 'O lione da parte del pubblico partenopeo.
Nel 1960, dopo 5 stagioni a Napoli e 69 reti, passò al Bologna. Dopo una buona prima stagione fra i felsinei, l'anno successivo giocò solo poche gare, venendogli preferito il giovane Nielsen (che sarà poi per due volte consecutive capocannoniere della Serie A).
Nell'estate del 1962 torna perciò sconsolato in Brasile, non avendo trovato alcun ingaggio presso le squadre italiane. Tuttavia è presto richiamato in Italia dai dirigenti del Lanerossi Vicenza che gli offrono un nuovo contratto.
L'avventura in biancorosso è per Vinicio come una seconda giovinezza: dopo un discreto primo anno, torna a segnare come ai tempi d'oro con 17 reti nel 1963-1964, regalando ai veneti il sesto posto in assoluto e arrivando terzo fra i marcatori. Nel 1964-1965 è ancora decisivo per il decimo posto in campionato, mentre il suo grande anno è il 1965-1966: è inarrestabile con i suoi 25 gol (il primo a raggiungere questa quota dopo di lui sarà Marco van Basten nel 1991-1992) che gli valgono il titolo di capocanoniere e al Lanerossi il quinto posto davanti a Milan e Roma.
Nell'estate del 1966 lascia Vicenza perché chiamato da Helenio Herrera alla corte della grande Inter. La sua avventura in nerazzurro non è però molto fortunata: disputa appena 8 partite in campionato realizzando un solo gol. In realta', Herrera aveva fatto acquistare Vinicio per timore che, essendo in forma strepitosa, vennise preso da qualche squadrone concorrente (Milan o Juve, che mancavano di un vero sfondatore). Ancora una volta, HH cosi' rovinava la carriera di un ottimo calciatore (in precedenza lo fece con Angelillo e l'anno successivo lo fara' con il summenzionato Nielsen). Vinicio, infatti, dopo una stagione fatta piu' di panchine e di snervameti che di gioco, e non essendo piu' un ragazzino, la stagione successiva non incontra piu' quell'interesse che si era scatenato precedentemente e sfociato nell'acquisto/trappola interista.
A 36 anni chiude la carriera nel "suo" Vicenza, oltrepassando la ragguardevole quota di 150 reti in serie A e contribuendo con le sue reti all'ennesima salvezza consecutiva dei biancorossi. Ragguardevole il suo bilancio all'ombra dei Berici: 141 gare e 68 reti che gli valgono il titolo di bomber biancorosso di tutti i tempi in serie A.
Alla carriera da calciatore è seguita quella da allenatore durante la quale ottenne ottimi risultati applicando per primo in Italia il gioco all'olandese con il Napoli alla metà degli anni Settanta.
Nel 1976-77 viene chiamato ad allenare la Lazio dove deve pilotare il delicato periodo del dopo Maestrelli. Il tecnico brasiliano, però, è l'esatto contrario di chi lo ha preceduto: se Maestrelli riusciva a tenere in mano lo spogliatoio pur dando libero sfogo alla personalità dei singoli giocatori, Vinicio incarna invece l'atteggiamento contrario. Per la sua forte personalità viene considerato un "sergente di ferro", atteggiamento questo che gli aliena le simpatie della vecchia guardia e che lo porta a frenare con severità l'esuberanza di giovani come Giordano e Manfredonia. Il primo anno Vinicio conclude il campionato al quinto posto, piazzamento che gli vale la conferma per la stagione successiva. Ma i delicati equilibri finiscono per rompersi definitivamente, le squadra rimane sempre sull'orlo della retrocessione e il 28 marzo 1978 dopo la sconfitta a Foggia per 3 a 1, il tecnico viene esonerato e sostituito da Lovati. Nelle stagioni successive allena con risultati discreti squadre come il Pisa Calcio, l'US Avellino, l'Udinese. Chiude la sua carriera di allenatore nel 1991/1992 alla guida della Juve Stabia, che grazie alla sua esperienza riuscì a salvarsi dopo un campionato particolarmente tribolato.
| Stagione | Club | Campionato | ||
|---|---|---|---|---|
| Comp | Pres | Reti | ||
| 1955-56 | A | 26 | 16 | |
| 1956-57 | A | 34 | 18 | |
| 1957-58 | A | 34 | 21 | |
| 1958-59 | A | 28 | 7 | |
| 1959-60 | A | 30 | 7 | |
| 1960-61 | A | 30 | 11 | |
| 1961-62 | A | 17 | 6 | |
| 1962-63 | A | 26 | 7 | |
| 1963-64 | A | 29 | 17 | |
| 1964-65 | A | 27 | 12 | |
| 1965-66 | A | 34 | 25 | |
| 1966-67 | A | 8 | 1 | |
| 1967-68 | A | 25 | 7 | |
| Totale Serie A | 348 | 155 | ||