| Dati biografici | ||
| Nome | Kevin Maurice Garnett | |
| Nato | 19 maggio 1976 Mauldin |
|
| Paese | ||
| Altezza | 211 cm | |
| Peso | 100 kg | |
| Dati agonistici | ||
| Disciplina | Pallacanestro | |
| Ruolo | Ala grande | |
| Squadra | ||
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Mauldin High School Farragut Academy |
||
| Squadre di club |
||
| 1995-2007 | 927 | |
| 2007- | 71 | |
| Nazionale |
||
| 1999-2000 | 18 | |
| Palmarès | ||
| Oro | Sydney 2000 | |
| Campionati Americani | ||
| Oro | Porto Rico 1999 | |
| Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||
| Statistiche aggiornate al 10 ottobre 2008 | ||
Kevin Garnett (Mauldin, 19 maggio 1976) è un cestista statunitense, che milita nella NBA nei Boston Celtics.
Ala grande, alto 2,11 m per 100 kg è considerato uno dei migliori cestisti in attività di tutto il mondo. I suoi titoli includono un titolo NBA ottenuto nella stagione 2007-08,un premio di MVP per la stagione NBA 2003-04, undici convocazioni nella squadra degli All-Star e la nomina per otto volte nella squadra "All-NBA" e "All-Defensive Teams".[1]
Dopo aver frequentato la Farragut Career Academy, è stato chiamato come quinta scelta al draft NBA del 1995. È diventato il primo giocatore a essere draftato subito dopo l'high school in 20 anni. I suoi soprannomi includono "The Big Ticket", "The Revolution", "KG", "The Kid" e "The Franchise".[2]
Indice |
Garnett è nato a Mauldin, Carolina del Sud da Shirley Garnett e O'Lewis McCullough, ma poi trasferitosi ben presto a Chicago. [3] Come molti suoi colleghi viene da una gioventù tormentata, essendo stato cresciuto dalla sola madre. [4] Garnett da bambino tifava per i Chicago Bulls, di cui spesso andava a vedere le partite nel vecchio impianto dello "Chicago Stadium", per ammirare il suo idolo, l'ineguagliabile leggenda Michael Jordan.[2] Nei suoi primi tre anni all'high school, Garnett ha giocato per la Mauldin High School. Poi per il suo anno da senior si è trasferito alla Farragut Career Academy di Chicago, Illinois. Ha condotto la Farragut a un record di 28-2 e venne nominato giocatore dell'anno di tutte le high school nazionali da parte di USA Today. È stato nominato Mr. Basketball per lo stato dell'Illinois dopo aver realizzato in media 25,2 punti, 17,9 rimbalzi, 6,7 assist e 6,5 stoppate con il 66,7% dal campo. Nei quattro anni di high school, Garnett ha messo a referto in totale di 2.533 punti, 1.807 rimbalzi e 739 stoppate. È stato nominato MOP (Most Outstanding Player) del McDonald's All-American Game dopo aver realizzato 18 punti, 11 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate, dopodiché si dichiarò eleggibile per il draft NBA del 1995.[2]
Garnett è stato chiamato con la quinta scelta nel draft NBA del 1995 dai Minnesota Timberwolves. Da quando avevano preso parte all'NBA nella stagione 1989-90, i Timberwolves non vincevano più di 29 partite in nessun'altra stagione.[5] Nella stagione da rookie di Garnett, i Timberwolves erano in mezzo a una fase di transizione; essi sostituirono Bill Blair con Flip Saunders come allenatore poi nella stagione fecero una grande quantità di scambi. Garnett inizialmente partiva dalla panchina nel suo anno da rookie, ma poi con Saunders come allenatore cominciò a essere titolare. In quel suo primo anno, Garnett e l'appena arrivato Tom Gugliotta portarono avanti la squadra. Garnett però non saltò direttamente a livello di star come avrebbero fatto più tardi giocatori come Amare Stoudemire, LeBron James, Dwight Howard e Chris Paul, ma comunque ebbe un'annata da rookie rispettabile. Ebbe la media di 10,4 punti, 6,3 rimbalzi e 1,8 assist a partita e venne votato per la seconda squadra degli All-Rookie.[1] Seppur avendo alcuni giocatori promettenti, i Timberwolves patirono la loro settima stagione consecutiva sotto le 30 vittorie e non centrarono i play-off. Al tempo Garnett era il più giovane giocatore in NBA della storia con soli 19 anni e 11 mesi.[2]
Prima della stagione successiva (1996-97), i Timberwolves fecero uno scambio nel giorno del draft per prendere il playmaker Stephon Marbury di Georgia Tech con la speranza che lui e Garnett seguissero le orme di John Stockton e Karl Malone. Durante la stagione Garnett mostrò miglioramenti realizzando in media 17,0 punti, 8,0 rimbalzi, 3,1 assist, 2,1 stoppate e 1,7 rubate a partita.[1] Fece anche due partite in cui mise a referto 8 stoppate.[2] Con un record di 40-42, i Timberwolves fecero la loro prima apparizione nei play-off nella storia della franchigia, Garnett e Gugliotta fecero la loro prima apparizione all'All-Star game, e Marbury si impose come la migliore guardia giovane. In ogni caso, gli Houston Rockets, condotti da Hakeem Olajuwon, li sconfissero con un secco 3-0 nel primo turno dei Playoff NBA del 1997.
Durante la stagione NBA 1997-98, i Timberwolves e Garnett si accordarono su un'estensione di sei anni del contratto sulla base di 126 milioni di dollari americani.[2] La cosa scioccò tutta l'NBA, e i Timberwolves furono usati come capro espiatorio per il "lock-out" che avvenne la successiva stagione. Il contratti era una mossa rischiosa e molti esperti specularono dicendo che il contratto avrebbe reso impossibile ai Timberwolves prendere nuovi giocatori o tenere i propri. Nonostante il clamore sul suo nuovo contratto, Garnett continuò a migliorare, realizzando in media 18,5 punti, 9,6 rimbalzi, 4,2 assist, 1,8 stoppate e 1,7 rubate a partita. Di nuovo, fu chiamato all'All-Star game, e i Timberwolves terminarono con il loro primo record positivo (45-37) nella storia della franchigia. Per il secondo anno consecutivo i giovani Timberwolves vennero buttati fuori dai playoff al primo turno, stavolta perdendo 3-2 contro i Seattle SuperSonics di Gary Payton. Le 2 vittorie contro i Sonics erano dunque le prime partite di sempre vinte nei play-off. La stagione successiva cominciò in maniera triste per i Timberwolves poiché il realizzatore di 20 punti a partita Tom Gugliotta partì per andare ai Phoenix Suns nella off-season.
Nella ridotta stagione successiva (1998-99, Garnett fece passi avanti come una superstella. Mettendo a referto statistiche di 20,8 punti, 10,4 rimbalzi, 4,3 assist e 1,8 stoppate a partita,[1] venne nominato per la terza squadra All-NBA. In ogni caso, nel mezzo della stagione Stephon Marbury venne ceduto ai New Jersey Nets dopo una lite su una sua possibile estensione del contratto. Sebbene i Wolves ricevettero il due volte All-Star Terrell Brandon in cambio, essi non furono capaci di passare oltre il caso e arrivarono a stento nei playoff come ottava testa di serie col record di 25-25. I Wolves furono nuovamente sconfitti al primo turno, perdendo per 3-1 contro i futuri campioni NBA San Antonio Spurs condotti dalla giovane stella e futuro MVP delle finali Tim Duncan. Nell'anno successivo, Garnett continuò nel suo grande gioco, realizzando in media 22,9 punti, 11,8 rimbalzi, 5,0 assist, 1,6 stoppate e 1,5 rubate a partita e entrò nella prima delle sue tre apparizioni nella prima squadra All-NBA.[1] Coadiuvato dall'ala dal tiro veloce Wally Szczerbiak (rookie) e dal veterano Brandon, i Wolves misero a referto un record di 50-32 che costituiva il miglior risultato di sempre della franchigia, ma persero di nuovo al primo turno dei playoff contro i Portland Trail Blazers per 3-1.
Nella stagione 2000-01, la guardia dei Timberwolves Malik Sealy morì in un incidente stradale e l'NBA stabilì che la firma del free agent Joe Smith era illegale. L'NBA punì la squadra per la manovra illegale togliendo il team dall'opportunità di scegliere tra i primi tre nel draft successivo, multando Glen Taylor (il proprietario della squadra) per 3,5 milioni di dollari, e deferendo il general manager Kevin McHale per un anno. Garnett condusse i Wolves a un record di 47-35 ed entrò nella seconda squadra All-NBA, ma nuovamente i Timberwolves non sopravvissero a lungo nei play-off perdendo al primo turno contro gli Spurs per 3-1.
Nella stagione 2001-02, Garnett fece un'altra ottima stagione, realizzando in media 21,2 punti, 12,1 rimbalzi, 5,2 assist, 1,6 stoppate e 1,2 rubate a partita sufficienti alla nomina per la seconda squadra All-NBA. Comunque, i Timberwolves furono eliminati dai play-off al primo turno per la sesta volta consecutiva, stavolta perdendo malamente 3-0 contro i Dallas Mavericks di Michael Finley, Steve Nash e Dirk Nowitzki. Nella stagione seguente, Garnett ebbe una delle migliori stagioni della sua carriera, i suoi 23,0 ppg / 13,0 rpg / 6,0 apg / 1,6 spg / 1,4 rpg nella stagione gli fecero ricevere la sua seconda nomina nella prima squadra All-NBA e il secondo posto nella lotta al titolo di MVP.[2] I Timberwolves piazzarono un buon record di 51-31, ma, per la settima volta consecutiva, non riuscirono ad andare oltre il primo round dei playoff, stavolta perdendo contro i Los Angeles Lakers per 4-2.
Nella stagione 2003-04, le cose finalmente cominciarono ad andare bene a Garnett. Negli anni precedenti, i Wolves erano praticamente stati un "one-man show" (mostra di un solo giocatore), ma allora, i Timberwolves ingaggiarono due ottimi free agent: il molto talentuoso, ma talvolta evanescente swingman Latrell Sprewell e il due volte campione NBA Sam Cassell, che surclassò Troy Hudson nel ruolo di playmaker. In più, il centro difensore Ervin Johnson si aggiunse allo spesso inconsistente pivot Michael Olowokandi. Avendo a supporto la migliore squadra della sua carriera, Garnett realizzò in media 24,2 punti, 13,9 rimbalzi, 5,0 assist, 2,2 stoppate e 1,5 rubate a partita, ricevendo il suo primo premio di Most Valuable Player.[1] Con il record di frachigia di 58-24, i Wolves arrivarono ai play-off, e finalmente ottennero la loro prima serie vincente ai playoff sconfiggendo i Denver Nuggets per 4-1 nel primo turno. Dopo aver anche eliminato i temibili Sacramento Kings per 4-3 nelle semifinali della Western Conference, Garnett e i Timberwolves incontrarono i Lakers. Contro i Lakers, il playmaker Cassell cadde infortunandosi alla schiena. Con anche l'altro playmaker infortunato, i Timberwolves alternarono in quel ruolo il terzo playmaker Darrick Martin alla guardia Fred Hoiberg, o anche facendo partire Garnett sia da ala piccola sia da guardia. I Lakers ottennero una vittoria per 4-2 e i Timberwolves non sono mai più arrivati sino a lì.
Nella stagione 2004-05, i Timberwolves si ritrovarono a far fronte a seri problemi interni poiché Cassell e Sprewell premeveno per un aumento contrattuale e Hudson era scontento di essere una riserva. Garnett venne nominato per la seconda squadra All-NBA ,[1] ma con un mediocre record di 44-38, i Wolves fallirono l'accesso ai playoff dopo otto anni consecutivi di presenza. La stagione 2005-06 portò maggiore frustrazione a Garnett. Con Sprewell e Cassell riluttanti a restare con una squadra mediocre i Timberwolves ottennero un record di 33-49. Nonostante il gioco di Garnett, la squadra incappò nel peggiore record da quando KG era arrivato. Il 10 maggio 2007 Garnett venne nominato per la terza squadra All-NBA.
Durante la off-season 2007, Taylor ha ammesso la possibilità di una cessione di Garnett con ottime offerte di scambio [1]. Il lunedì 25 giugno 2007, il nome di Garnett è stato accostato a varie squadre in varie voci di mercato che coinvolgevano Lakers, Warriors, Pacers, Celtics e Suns. [2] [3] [4] [5] [6] [7]
Il 31 luglio, Kevin Garnett è stato scambiato con i Boston Celtics (dove indossa la maglia #5) per Al Jefferson, Ryan Gomes, Sebastian Telfair, Gerald Green, Theo Ratliff, premi in denaro, la prima scelta di Boston nel primo giro del draft 2009 (solo se non si tratta delle prime 3) e la prima scelta di Minnesota del primo giro del draft 2009 che era stata ottenuta da Boston nello scambio Ricky Davis-Wally Szczerbiak del 2006.[6] Questo scambio 7 giocatori per uno è il più grande scambio per un singolo giocatore nella storia della NBA.[7] Prima che si concludesse l'affare, Garnett aveva la più lunga permanenza presente di un giocatore in una squadra NBA, avendo giocato per i T'wolves nelle sue precedenti 12 stagioni (con un totale di 927 partite). Su ESPN.com è stato riportato che Garnett abbia detto di essere fiero di far parte dei Celtics, e che spera di continuare la sua grande tradizione di successi.[8][9][10] Nel giorno in cui l'affare è stato annunciato, Garnett ha firmato un un'estensione di tre anni del contratto per 60 milioni di dollari che comincerà dopo che il suo attuale contratto finirà tra 2 anni. Il 1° agosto, il giorno dopo la firma per i Celtics, Garnett ha effettuato il primo lancio cerimoniale a Fenway Park prima della partita di baseball Red Sox-Orioles. Garnett ha dichiarato di essere un tifoso di lunga data dei Red Sox.[11]
Insieme a Ray Allen e Paul Pierce ha formato un ottimo terzetto cha il 17 giugno 2008 ha conquistato il titolo NBA, 22 anni dopo l'ultimo vinto dai biancoverdi nel 1986. Per Garnett, queste sono la prima finale NBA della propria carriera e il primo anello conquistato. La sorte vuole che quest'anno la finale NBA sia stata proprio contro i Los Angeles Lakers, eterna rivale dei Celtics, contro cui Boston disputò proprio l'ultima finale NBA nel 1987.
Nell'estate del 2004 Garnett ha sposato la sua fidanzata storica, Brandi Padilla. I due hanno avuto una cerimonia privata in California. Le nozze sono state la ragione per cui non ha partecipato alle Olimpiadi di Atene (Garnett comunque aveva già vinto l'oro olimpico a Sidney 2000). Il matrimonio ha anche reso Garnett cognato del produttore musicale Jimmy Jam Harris. Garnett è anche cugino dell'ex giocatore NBA Shammond Williams, che ha giocato per i Los Angeles Lakers[12], ed è il fratellastro di Louis McCullough, che gioca per i Chester Jets in Inghilterra.[13]
Nel novembre 2005, Garnett ha donato 1,2 milioni di dollari all'Oprah's Angel Network per aiutare a risollevare le zone colpite dall'uragano Katrina.
| Regular season | Squadra | GP | MPG | SPG | BPG | RPG | APG | PPG | FG% | 3P% | FT% |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1995-96 | Minnesota | 80 | 28,7 | 1,1 | 1,6 | 6,3 | 1,8 | 10,4 | 49.1 | 28,6 | 70,5 |
| 1996-97 | Minnesota | 77 | 38,9 | 1,4 | 2,1 | 8,0 | 3,1 | 17,0 | 49,9 | 28,6 | 75,4 |
| 1997-98 | Minnesota | 82 | 39,3 | 1,7 | 1,8 | 9,6 | 4,2 | 18,5 | 49,1 | 18,8 | 73,8 |
| 1998-99 | Minnesota | 47 | 37,9 | 1,7 | 1,8 | 10,4 | 4,3 | 20,8 | 46,0 | 28,6 | 70,4 |
| 1999-00 | Minnesota | 81 | 40,0 | 1,5 | 1,6 | 11,8 | 5,0 | 22,9 | 49,7 | 37,0 | 76,5 |
| 2000-01 | Minnesota | 81 | 39,5 | 1,4 | 1,8 | 11,4 | 5,0 | 22,0 | 47,7 | 28,8 | 76,4 |
| 2001-02 | Minnesota | 81 | 39,2 | 1,2 | 1,6 | 12,1 | 5,2 | 21,2 | 47,0 | 31,9 | 80,1 |
| 2002-03 | Minnesota | 82 | 40,5 | 1,4 | 1,6 | 13,4 | 6,0 | 23,0 | 50,2 | 28,2 | 75,1 |
| 2003-04 | Minnesota | 82 | 39,4 | 1,5 | 2,2 | 13,9 | 5,0 | 24,2 | 49,9 | 25,6 | 79,1 |
| 2004-05 | Minnesota | 82 | 38,1 | 1,5 | 1,4 | 13,5 | 5,7 | 22,2 | 50,2 | 24,0 | 81,1 |
| 2005-06 | Minnesota | 76 | 38,9 | 1,4 | 1,4 | 12,7 | 4,1 | 21,8 | 52,6 | 26,7 | 81,0 |
| 2006-07 | Minnesota | 76 | 39,4 | 1,2 | 1,7 | 12,8 | 4,1 | 22,4 | 47,6 | 21,4 | 83,5 |
| 2007-08 | Boston | 71 | 32,8 | 1,4 | 1,2 | 9,2 | 3,4 | 18,8 | 53,9 | 0,0 | 80,1 |
| Carriera | 998 | 37,9 | 1,4 | 1,6 | 20,4 | 4,4 | 18,9 | 49,4 | 28,4 | 78,1 |
Durante il suo tempo nella lega Garnett ha collezionato una lunga lista di titoli che includono:[14]
|
|
||
|---|---|---|
|
0 Powe · 4 Giddens · 5 Garnett · 9 Rondo · 11 Davis · 12 Walker · 13 Pruitt · 20 R. Allen · 26 O'Bryant · 28 Cassell · 34 Pierce · 42 T. Allen · 43 Perkins · 44 Scalabrine · 50 House · All. Rivers |
||
| Predecessore: | NBA MVP dell'anno | Successore: |
|---|---|---|
| Tim Duncan | 2004 | Steve Nash |
| Predecessore: | J. Walter Kennedy Citizenship Award | Successore: |
|---|---|---|
| Eric Snow | 2006 | Steve Nash |
| Predecessore: | Premio NBA difensore dell'anno | Successore: |
|---|---|---|
| Marcus Camby | 2008 | in carica |
|
|
||
|---|---|---|
| Duncan · Houston · Smith · Baker · Garnett · Kidd · Payton · Hardaway · Gugliotta · Brand · Hamilton · Szczerbiak · All. Larry Brown | ||
|
|
||
|---|---|---|
| 4 Smith · 5 Kidd · 6 Houston · 7 Mourning · 8 Hardaway · 9 Carter · 10 Garnett · 11 Baker · 12 Allen · 13 McDyess · 14 Payton · 15 Abdur-Rahim · All. Rudy Tomjanovich | ||
| Draft NBA 1995 | |
|---|---|
| Primo giro | Joe Smith • Antonio McDyess • Jerry Stackhouse • Rasheed Wallace • Kevin Garnett • Bryant Reeves • Damon Stoudamire • Shawn Respert • Ed O'Bannon • Kurt Thomas • Gary Trent • Cherokee Parks • Corliss Williamson • Eric Williams • Brent Barry • Alan Henderson • Bob Sura • Theo Ratliff • Randolph Childress • Jason Caffey • Michael Finley • Jiří Zídek • Travis Best • Loren Meyer • David Vaughn • Sherell Ford • Mario Bennett • Greg Ostertag • Cory Alexander |
| Secondo giro | Lou Roe • Dragan Tarlać • Terrence Rencher • Junior Burrough • Andrew DeClercq • Jimmy King • Lawrence Moten • Frankie King • Rashard Griffith • Donny Marshall • Dwayne Whitfield • Erik Meek • Donnie Boyce • Eric Snow • Anthony Pelle • Troy Brown • George Banks • Tyus Edney • Mark Davis • Jerome Allen • Martin Lewis • Dejan Bodiroga • Fred Hoiberg • Constantin Popa • Eurelijus Žukauskas • Michael McDonald • Chris Carr • Cuonzo Martin • Don Reid |