| Colle del Gran San Bernardo | |
L'ospizio posto sul valico |
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| Regione | |
| Località collegate | Aosta Martigny |
| Altezza | 2.473 m s.l.m. |
| Coordinate | |
| Altri nomi e significati | Col du Grand Saint-Bernard (francese) |
| Infrastruttura | Strada asfaltata |
| Costruzione del collegamento | 1905 |
| Pendenza massima | 11% |
| Lunghezza | 81 km |
| Chiusura invernale | ottobre-maggio |
Il Colle del Gran San Bernardo (in francese Col du Grand Saint-Bernard) è un valico alpino collocato a 2.473 metri sul livello del mare, tra Aosta e Martigny, in Svizzera.
Collega l'italiana valle del Gran San Bernardo con la svizzera valle d'Entremont.
Indice |
Fin dai tempi dell'Impero Romano, quando sul colle si edificò il tempio dedicato a Giove Pennino,donde l'antico nome "Col de Mont Iuppiter", poi "Col de Mons Joux", il valico costituì un importante via di comunicazione attraverso le Alpi.
Nell'area intorno al tempio romano sono stati scoperti degli edifici risalenti alla stessa epoca.Questi potrebbero essere delle aree di sosta lungo la via che conduceva oltre le Alpi (dette mutationes).
Nel 1035, ad opera di San Bernardo di Mentone, si costruì sul colle un Ospizio gestito da una congregazione di canonici regolari, allo scopo di ricoverare, assistere e proteggere i numerosi viaggiatori.
Il valico è unito al fondovalle da una comoda strada che sale da Aosta, frequentata da mezzi pesanti. Poco dopo l'abitato di Saint Oyen la strada si sdoppia. Da un lato si entra in una strada protetta da paravalanghe che conduce al traforo, che consente di attraversare il confine italo-svizzero in qualsiasi stagione senza avventurarsi fino ai 2.473 metri del colle. Dall'altra la strada ordinaria diventa stretta e ripida e sale per circa 15 km fino al colle, in un ambiente affascinante e in mezzo ad una natura selvaggia. Al colle si può godere della vista di un piccolo lago, gelato fino a primavera inoltrata, e di panorami mozzafiato sulle montagne circostanti.
A partire almeno dal XVI secolo, i canonici dell'ospizio allevavano grossi cani molossoidi, per la guardia e protezione dell'Ospizio stesso dai non infrequenti malintenzionati (le cronache riportano numerosi episodi di brigantaggio), ma anche per numerosi altri impieghi,dal trasporto di piccoli carichi (latte,formaggi), alla fornitura di forza motrice (un dispositivo a mulino,azionato dai cani, muoveva l'enorme spiedo della cucina dell'ospizio). Ma l'impiego che li rese celebri nel mondo fu quello di ausiliari dei canonici nel tracciare la pista nella neve fresca, prevedere la caduta di valanghe, e ritrovare i viaggiatori dispersi col maltempo, o addirittura sepolti dalle slavine. A partire dall'800, da questi cani si selezionò la razza oggi nota come Cane di San Bernardo.