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Ermes

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Ermes con Dionisio, opera di Prassitele

Hermes o Ermes (in greco antico Ἑρμῆς), o anche Ermete, nella mitologia greca è il messaggiero degli dei.

Platone lo descrive così: «Ermes è dio interprete, messaggero, ladro, ingannatore nei discorsi e pratico degli affari, in quanto esperto nell'uso della parola; suo figlio è il logos».[1]

Indice

[modifica] Introduzione

L'Inno omerico ad Hermes lo invoca come: "dalle molte risorse (polùtropos), gentilmente astuto, predone, guida di mandrie, apportatore di sogni, osservatore notturno, ladro ai cancelli, che fece in fretta a mostrare le sue imprese tra le dee immortali".[2] Hermes funge anche da interprete, svolgendo il ruolo di messaggero da parte degli dei presso gli uomini, un compito che divide con Iris. Da Hermes deriva la parola ermeneutica, ovvero l'arte di interpretare i significati nascosti. In greco un uomo fortunato veniva chiamato "hermaion".

La figura di Hermes come inventore del fuoco[3] può essere accostata a quella del Titano Prometeo. Si credeva che Hermes, oltre alla siringa e alla lira, avesse inventato anche molti tipi di competizioni sportive e la pratica del pugilato: per questo era considerato il protettore degli atleti. Vari esperti di mitologia contemporanei hanno nei loro scritti messo Hermes in relazione con divinità imbroglione e ingannatrici presenti in altre culture.

Hermes rivestiva anche il ruolo di psicopompo, ovvero un accompagnatore dello spirito dei morti che li aiuta a trovare la via per il mondo sotterraneo dell'aldilà. Molte leggende lo ritraggono come l'unico dio oltre ad Ade e Persefone che avesse il potere di entrare ed uscire dagli inferi senza problemi.

Nel pantheon olimpico classico Hermes era figlio di Zeus e della Pleiade Maia, figlia del Titano Atlante. I suoi simboli erano il gallo e la tartaruga ma era chiaramente riconoscibile anche per il suo borsellino, i suoi sandali e cappello alati ed il bastone da messaggero, il kerykeion. Hermes era il dio dei ladri perché era molto scaltro ed astuto ed inoltre era un ladro egli stesso,fin dalla notte in cui nacque, quando sfuggì a Maia ed andò a rubare il bestiame del suo fratello maggiore Apollo.

Era devoto e fedele a suo padre Zeus: quando la ninfa Io, una delle amanti di Zeus, era stata catturata da Hera e custodita dal gigante dai cento occhi Argo, Hermes su ordine del padre andò a salvarla, addormentando il gigante con canti e racconti e quindi decapitandolo con una spada ricurva.

Nella mitologia romana il corrispondente di Hermes fu Mercurio che, sebbene fosse un dio di derivazione etrusca, possedeva molte caratteristiche simili a lui, come essere il dio dei commerci.

Su un piano più filosofico e teologico, Ermes veniva identificato con una forza mediatrice tra il cielo e la terra, impersonata dalla figura di Ermete Trismegisto:

« Si tramanda che il loro capo sia Ermete, significando che bisogna compiere atti graditi con raziocinio, e non a caso, bensì verso quanti ne sono degni; infatti, chi sia stato trattato con ingratitudine diviene più restio a compiere benefici. Ora si dà il caso che Ermete sia il lógos, che gli dèi inviarono a noi dal cielo, facendo della razionalità una prerogativa esclusiva degli uomini, tra le creature che vivono sulla terra, il che essi ritennero di gran lunga il che essi ritennero di gran lunga eminente su tutto il resto. E ha preso nome dell'occuparsi di parlare (mésthain ereîn) ossia di dire légein, oppure del fatto di essere nostro presidio (éryma) e, per così dire, nostra fortezza. »
(Lucio Anneo Cornuto. Compendio di Teologia greca. XVI)

[modifica] Etimologia

Dal 1848, quando Karl Otfried Müller ne fornì una dimostrazione[4], si credeva che il nome Hermes derivasse dalla parola greca herma (greco ἕρμα), che identifica un tipo di pilastro quadrato o rettangolare decorato in alto con una testa (generalmente barbuta) di Hermes ed in basso con la raffigurazione di genitali maschili durante l'erezione. Negli ultimi anni però, la scoperta della precedente presenza del dio anche nel pantheon miceneo, testimoniata dalle iscrizioni in scrittura Lineare B ritrovate a Pilo ed a Cnosso che riportano "Hermes Aroia" (Hermes ariete), hanno fatto propendere per l'opinione opposta, ovvero che dal dio il nome sia passato alla rappresentazione in forma di pilastro. In ogni caso l'associazione con questo tipo di costruzioni — usate ad Atene con scopi apotropaici e in tutta la Grecia per segnare le strade e i confini — ha fatto sì che Hermes diventasse il dio protettore dei viaggi fatti via terra.

[modifica] Il culto di Hermes

Templi dedicati ad Hermes erano diffusi in tutta la Grecia, ma il centro più importante dove veniva praticato il suo culto era Feneo in Arcadia dove si tenevano le celebrazioni in suo onore chiamate "Hermoea".

Vista la sua abilità ad attraversare i confini, "Hermes Psychopompos" (l'accompagnatore di anime) conduceva gli spiriti di chi era appena morto nel regno sotterraneo dell'Ade. Nell'Inno omerico a Demetra, Hermes riporta la Kore (giovinetta o vergine) Persefone sana e salva dalla dea sua madre. Era anche noto per ispirare i sogni ai mortali mentre dormivano.

Per gli antichi Greci in Hermes si incarnava lo spirito del passaggio e dell'attraversamento: ritenevano che il dio si manifestasse in qualsiasi tipo di scambio, trasferimento, violazione, superamento, mutamento, transito, tutti concetti che rimandano in qualche modo ad un passaggio da un luogo, o da uno stato, all'altro. Questo spiega il suo essere messo in relazione con i cambiamenti della sorte dell'uomo, con lo scambio di beni, con i colloqui e lo scambio di informazioni consueti nel commercio nonché, ovviamente con il passaggio dalla vita a ciò che viene dopo di essa.

[modifica] Iconografia di Hermes

Nelle epoche più antiche, l'iconografia di Hermes era piuttosto diversa da quella adottata nel periodo classico: era immaginato come un dio più anziano, barbuto e dotato di un fallo di notevoli dimensioni ma, nel VI secolo a.C. la sua figura fu rielaborata e trasformata in quella di un giovane dall'aspetto atletico. Le statue di Hermes ritratto con il suo nuovo aspetto furono diffusamente sistemate negli stadi e ginnasi di tutta la Grecia.

In epoca classica Hermes era solitamente ritratto mentre indossava un cappello da viaggiatore dall'ampia tesa oppure il petaso, il caratteristico cappello alato. Calzava un paio di sandali anch'essi alati, i Talari e portava il bastone da messaggero tipico della cultura orientale – o il Caduceo attorno al quale sono intrecciati due serpenti, o il "Kerykeion" , sopra al quale si trova un simbolo simile a quello a quello usato in astrologia per il segno del toro. Indossava abiti semplici, da viaggiatore, lavoratore o pastore. Spesso era rappresentato o ricordato inserendo nelle opere d'arte i suoi tipici simboli, la borsa, il gallo o la tartaruga. Quando era rappresentato nella sua accezione di "Hermes Logios", ovvero il simbolo della divina eloquenza, generalmente teneva un braccio alzato in un gesto che accentuava l'enfasi dell'orazione

[modifica] La nascita di Hermes

Hermes nacque sul Monte Cillene in Arcadia. Secondo quanto racconta l'Inno ad Hermes, sua madre Maia era una ninfa, ma tradizionalmente quel nome nella cultura greca veniva attribuito a figure diverse, come levatrici o nobildonne di una certa età; si doveva quindi trattare di una ninfa anziana o più probabilmente di una dea. In ogni caso era una delle Pleiadi, figlie di Atlante, che si erano rifugiate in una grotta del monte Cillene.

Il piccolo Hermes fu un bambino molto precoce: nel suo primo giorno di vita inventò la lira, e la notte stessa riuscì a rubare la mandria immortale di Apollo, nascondendola e cancellandone le tracce. Quando Apollo accusò Hermes del furto Maia lo difese dicendo che non poteva essere stato lui, dato che aveva trascorso con lei tutta la notte. Tuttavia intervenne Zeus che disse che in realtà Hermes aveva effettivamente rubato la mandria e doveva restituirla. Mentre discuteva con Apollo, Hermes cominciò a suonare la sua lira: il suono del nuovo strumento piacque così tanto ad Apollo che, in cambio di esso, accettò che Hermes si tenesse la mandria rubata.

[modifica] La discendenza di Hermes

Hermes Logios - Copia marmorea romana di un originale greco del V secolo a.C. forse attribuibile a Fidia

[modifica] Pan

Pan, il dio della natura, dei pastori e delle greggi dall'aspetto di un satiro, era considerato figlio di Hermes e della ninfa Driope. Nell' Inno Omerico a Pan, dopo averlo partorito la madre di Pan fuggì via dal neonato spaventata dal suo aspetto.

[modifica] Ermafrodito

Ermafrodito era figlio di Hermes e di Afrodite. Fu trasformato in un ermafrodito quando gli dèi concessero alla lettera a lui e alla ninfa Salmace di non separarsi mai.

[modifica] Priapo

Il dio Priapo era figlio di Hermes e Afrodite. Attraverso la figura di Priapo si perpetua il ricordo dell'origine di Hermes come divinità fallica. Secondo fonti diverse, Priapo era invece figlio non di Hermes ma di Dioniso.

[modifica] Eros

Secondo alcune fonti il malizioso dio alato dell'amore Eros, figlio di Afrodite, era stato concepito con Hermes, anche se la paternità è stata attribuita anche ad altri dei come Ares ed Efesto. La Teogonia di Esiodo afferma che Eros era nato dal nulla e la sua venuta al mondo era precedente agli dèi. Nella mitologia romana Eros prese il nome di Cupido.

[modifica] Tyche

La dea della fortuna Tyche (in greco Τύχη) o Fortuna, secondo alcune leggende era figlia di Hermes e Afrodite.

[modifica] Abdero

Abdero fu un figlio di Hermes che finì divorato dalle cavalle di Diomede quando accompagnò Eracle a compiere la sua impresa.

[modifica] Autolico

Autolico, il principe dei ladri, era figlio di Hermes e fu il nonno di Odisseo.

[modifica] Elenco completo delle amanti e dei figli di Hermes

Ermes, copia romana di un'opera bronzea di Lisippo (Louvre)
  1. Aglauro - Sacerdotessa di Atena
    1. Eumolpo - Grande guerriero
  2. Antianira - Amazzone
    1. Echione Argonauti
  3. Apemosine - Principessa Cretese
  4. Afrodite
    1. Eros (secondo alcune leggende)
    2. Eunomia
    3. Ermafrodito
    4. Peito
    5. Priapo (secondo alcune leggende)
    6. Rodio
    7. Tyche
  5. Carmenti - Ninfa dell'Arcadia
    1. Evandro - Fondatore del Lazio
  6. Chione - Principessa Focese
    1. Autolico - Ladro
  7. Driope - Ninfa dell'Arcadia
    1. Pan - Divinità agreste
  8. Eupolomia - Principessa della Ftia
    1. Etalide - Messaggero degli Argonauti
  9. Erse - Sacerdotessa di Atena
    1. Cefalo - Cacciatore
  10. Croco - Morì e si trasformò nel fiore omonimo
  11. Pandroso - Sacerdotessa di Atena
    1. Ceryx - Messaggero di Eleusi
  12. Peito - Dea della persuasione, Secondo Nonno la moglie di Hermes
  13. Penelope - Ninfa dell'Arcadia (secondo alcune leggende la moglie di Odisseo)
    1. Pan - (Secondo una leggenda)
  14. Persefone - (secondo una leggenda)
  15. Una Ninfa siciliana
    1. Dafni - Poeta agreste
  16. Teobula - Principessa di Elea
    1. Mirtilo - Auriga
  17. Nato dall'urina di Hermes, Zeus e Poseidone
    1. Orione - Gigante cacciatore (secondo una leggenda)
  18. Da madre sconosciuta
    1. Abdero - Scudiero di Eracle

[modifica] Hermes nei miti Greci

Particolare di un vaso a figure rosse (circa 480-470 a.C.) che raffigura Achille, Priamo, Ermes e Odisseo.

[modifica] L'Iliade

Nell'Iliade,Hermes aiuta il re di Troia ad entrare di nascosto nell'accampamento per parlare con Achille e convincerlo a restituirgli il corpo di Ettore.

[modifica] L'Odissea

Nel libro V dell'Odissea Hermes viene inviato a chiedere che Odisseo sia lasciato andare alla ninfa Calipso. Nel libro X protegge invece Odisseo dandogli un'erba magica che lo rende immune dagli incantesimi di Circe.

[modifica] Perseo

Hermes aiutò Perseo ad uccidere la gorgone Medusa dandogli i suoi sandali alati e il falcetto di Zeus. Diede a Perseo anche l'elmo di Ade che aveva il potere di rendere invisibili, consigliandogli di usarlo per non farsi vedere dalle immortali sorelle di Medusa. Anche Atena fornì il proprio aiuto a Perseo, prestandogli il suo scudo lucente.

[modifica] Prometeo

Nell'antica tragedia Prometeo incatenato - attribuita ad Eschilo – Zeus invia Hermes a discutere con l'incatenato titano di una profezia fatta da Prometeo stesso che diceva che Zeus sarebbe stato rovesciato dal suo trono. Hermes rimprovera Prometeo, lo consiglia di parlare e gli dice che è irragionevole voler prolungare la sua tortura, ma Prometeo si rifiuta di spiegare la propria profezia.

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. Platone, Cratilo, 407e-408d.
  2. ^ "Inno ad Hermes" 13. La parola polùtropos (dalle molte risorse, ingegnoso, abile a trovare stratagemmi) è usata anche per descrivere Odisseo nel primo verso dell'Odissea.
  3. ^ Inni omerici " (versi 105, 108-10)
  4. ^ K.O. Müller, Handbuch der Archäologie (Manuale di archeologia) 1848.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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