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Cuneo

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bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Cuneo (disambigua).
Cuneo
Panorama di Cuneo
Cuneo - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Piemonte
Provincia: stemma Cuneo
Coordinate: 44°23′0″N 7°33′0″E / 44.38333, 7.55Coordinate: 44°23′0″N 7°33′0″E / 44.38333, 7.55
Altitudine: 534 m s.l.m.
Superficie: 119 km²
Abitanti:
55.061 2008
Densità: 463 ab./km²
Frazioni: Bombonina, Borgo San Giuseppe, Cerialdo, Confreria, Madonna delle Grazie, Madonna dell'Olmo, Passatore, Roata Canale, Roata Rossi, Ronchi, San Benigno, San Pietro del Gallo, San Rocco Castagnaretta, Spinetta, Tetti Pesio 
Comuni contigui: Boves, Busca, Cervasca, Vignolo, Beinette, Peveragno, Castelletto Stura, Caraglio, Tarantasca, Borgo San Dalmazzo, Centallo, Morozzo
CAP: 12100
Pref. telefonico: 0171
Codice ISTAT: 004078
Codice catasto: D205 
Nome abitanti: cuneesi 
Santo patrono: San Michele arcangelo 
Giorno festivo: 29 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Cuneo (Coni in piemontese) è un comune di 55.061 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia. Fondata nel 1198 su un altopiano a triangolo, a "cuneo" appunto, posto alla confluenza in pianura fra il fiume Stura e il torrente Gesso. Il nucleo più antico della città sorge sulla punta ed è caratterizzato da un impianto a scacchiera lungo una via mediana (via Roma) di epoca medievale. La città è servita dall'aeroporto di Cuneo-Levaldigi.

Indice

[modifica] Geografia

Cuneo si trova su una terrazza alluvionale a forma di "cuneo" isolata dalla lenta confluenza verso la pianura del torrente Gesso a Est e della Stura di Demonte a Ovest, in posizione centrale rispetto all'arco delle Alpi sud-occidentali, dominate dal Monviso, dall'Argentera, dalla Rocca dell'Abisso e dalla Bisalta.

[modifica] Quartieri

Partendo da Nord troviamo il centro storico, ovvero Cuneo Vecchia, che si estende dal pizzo di Cuneo (ovvero la punta del "cuneo" di Cuneo) fino a Piazza Galimberti. Dalla piazza stessa ha inizio un'indistinta zona genericamente indicata come Cuneo Centro, che diventa Cuneo Nuova oltre la Chiesa del Sacro Cuore (detta un tempo "Chiesa Nuova"). All'estremità meridionale della città sono situati i due quartieri più recenti, ossia il Donatello (che "gravita" attorno alla chiesa di San Giovanni Bosco) e San Paolo, che deve il nome all'omonima parrocchia ed è anche indicata come Cuneo 2.

[modifica] Frazioni

[modifica] Confreria

Confreria è una frazione situata sull'altra sponda, a ovest dell'imbocco del viadotto Soleri.

Vi si trova la chiesa di S. Defendente e patrona "Maria Madre del Buon Consiglio", fondata il 5 febbraio 1897 con decreto del Vescovo di Cuneo, Mons. Giuseppe.

[modifica] San Rocco Castagnaretta

San Rocco Castagnaretta è una frazione un tempo sostanzialmente agricola, oggi ancora famosa per le carote coltivate nei campi circostanti. Ogni anno, a settembre, è sede di una ricca Mostra Ortofrutticola nell'ambito della Sagra di San Sereno, patrono di fruttivendoli e ortolani. Nella frazione sono ancora presenti le tre borgate: Borgata Sottana, Borgata Lunga e Borgata Soprana. Il vecchio campanile e la chiesa nuova sorgono sul piazzale Don Marro. C'è una scuola materna intitolata ai coniugi Autretti, la scuola elementare e quella media. Al piano terra della scuola c'è il centro anziani. In Corso Francia c'è un vecchio casale denominato Cascina Vecchia e nei campi intorno alla frazione sorgono altre cascine. Ci sono vari campi giochi e nell'area ecologica ha sede il palazzetto dello sport dove gioca la squadra di pallavolo Piemonte Volley.

[modifica] Spinetta

Spinetta è una frazione di grandezza piuttosto elevata, ed è il luogo dove a Settembre, si festaggia la sagra di San Foca, prottettore dei campi agricoli. Un tempo, questa grande frazione era l'unica ad avere una chiesa sorta verso il 1550, oggi ristrutturata e molto attrezzata. Vi sono poi una scuola materna e una elementare in via Roata Canale e via Gauteri. Spinetta fu inoltre il paese natale del famoso matematico Giuseppe Peano, a cui sono dedicati una via e un monumento a Cuneo

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Cuneo Centro e Stazione meteorologica di Cuneo Levaldigi.

Cuneo, come tutte le grandi città del Piemonte, ha un clima temperato sub-continentale, con inverni freddi ed estati calde ed afose. Essa però è situata ad oltre 500 metri di altitudine, il che contribuisce a rendere le estati più sopportabili: il mese più caldo, Luglio, ha infatti una temperatura media di +21,6 °C. Il più freddo, Gennaio, ha invece una media di +1,75 °C.

Le precipitazioni annue ammontano in media a circa 950 millimetri, distribuite in 81 giorni. Il regime pluviometrico è molto simile a quello di Torino, con due massimi (uno principale in primavera ed uno secondario in autunno) e due minimi (estivo ed invernale). Diversamente da Torino, però, il mese più secco cade in estate (Luglio, 44 mm), giacché Cuneo si trova un poco più a sud ed è meno esposta alle "code" delle perturbazioni atlantiche estive, foriere di temporali. Le nevicate sono invece più frequenti: questo non solo a causa dell'altitudine più elevata, ma anche per il frequente effetto "stau" delle correnti di bora.

Secondo la classificazione di W. Köppen, infine, Cuneo appartiene alla fascia climatica "Cfb" (secondo i dati del trentennio 1961-1990).

[modifica] Storia

L'esercito di Napoleone occupa la fortezza di Cuneo il 28 aprile 1796, Giuseppe Pietro Bagetti

Benché rappresentasse una zona strategicamente importante per la sua posizione dominante sulla confluenza di due fiumi, il luogo su cui sorge la città ospitò un insediamento stabile solo in epoca relativamente recente. La nascita di Cuneo, infatti, risale alla fine del XII secolo quando (1198) parte della popolazione della zona, che era sotto la giurisdizione dell'abbazia di San Dalmazzo di Pedona ma su cui signoreggiavano il vescovo d'Asti e i marchesi del Monferrato e di Saluzzo, si rifugiò sul "Pizzo di Cuneo" (ben riparato dai due fiumi) e fondò un borgo dichiarandolo libero Comune.

Quasi a riconfermare un'opposizione non solo di fatto ma anche di principio alla potenza dei Signori feudali, a capo del nuovo borgo furono posti tre consoli, due nobili e uno del popolo. Nel 1210 il marchese di Saluzzo interruppe l'autonomia del Comune, occupandolo con le armi. Il Comune insorse nel 1231 anche con l'aiuto di profughi milanesi (questo fatto fu ricordato con l'erezione di una chiesa dedicata a Sant'Ambrogio) e nel 1238 Federico II riconobbe ai cuneesi la loro libertà. Nel 1259 cessò la vita veramente autonoma del Comune il quale si diede spontaneamente, anche per difendersi dai troppo potenti vicini, a Carlo d'Angiò, allora conte di Provenza. Con Alba, Cuneo fu la principale città dei domini angioini in Piemonte: era capitale di un distretto che si spingeva sino alle valli della Stura, del Gesso, del Grana e del Vermenagna, aveva statuto proprio, godeva di particolari franchigie e batteva moneta. Il dominio angioino, cessato nel 1382 con la sottomissione dei cuneesi ai Savoia, fu più volte interrotto: dal 1281 al 1305 fu sottomessa a Saluzzo; dopo una breve sovranità dei Savoia (1347-1348), la città fu dei Visconti (1348-1356) e ancora di Saluzzo (1356) e dei Visconti (1366-1372).

Con il passaggio della città ai Savoia si iniziò un nuovo periodo di storia con l'inserimento graduale del Comune nello Stato sabaudo in via di crescita e di formazione definitiva. La trasformazione avviene nei due secoli che vanno dal trasferimento ai Savoia alla morte di Emanuele Filiberto (1580). Questo periodo è contraddistinto da una lunga serie di assedi a cui la città fu sottoposta: Cuneo, che già nel 1515 aveva allontanato dalle sue mura gli svizzeri in attesa di Francesco I, che nel 1542 aveva costretto Claude d'Annebault, con i suoi diciottomila francesi, a battere in ritirata, nel 1557, sostenendo vittoriosamente uno dei suoi più duri assedi (dal maggio al 27 giugno contro le preponderanti forze del maresciallo di Brissac) di fatto salvò lo Stato ad Emanuele Filiberto. Il duca lo riconobbe e con diploma del 1559 concesse a Cuneo il titolo di città e la facoltà di inserire sullo stemma comunale le armi dei Savoia. Nel XVII e XVIII secolo altri assedi caratterizzarono la storia militare di Cuneo: nel 1639 e 1641 furono le truppe di Madama Reale a cingere d'assedio la città; nel 1691 i soldati del Catinat furono battuti dopo un duro assedio come poi nel 1744 i franco-spagnoli (Guerra di successione austriaca).

Con l'occupazione francese si apre l'ultima fase della storia cuneese. La città divenne capoluogo del "Dipartimento della Stura", che anticipò, mezzo secolo prima e quasi nelle sue esatte dimensioni (lantica provincia di Ceva con l'alta valle del Tanaro furono annesse al dipartimento di Montenotte, con capoluogo Savona), la definitiva "provincia di Cuneo", creata con la legge del 1859. Alla restaurazione, nel 1817, Cuneo ebbe anche una sua diocesi. Durante il Risorgimento tenne a battesimo i "Cacciatori delle Alpi", volontari di Garibaldi.

Dal 1943 al 1945 Cuneo fu, con le sue valli, uno dei maggiori centri della Resistenza. Fu inoltre da qui che partì l'epopea della dimenticata Divisione Cuneense nella ritirata di Russia.

[modifica] Sviluppo urbanistico

Piazza Galimberti

Cuneo si sviluppò come centro di strada, sulle vie del colle di Tenda e della Maddalena, che mettono in comunicazione il Piemonte con la Francia meridionale, e come mercato di prodotti agricoli e zootecnici delle valli alpine e della pianura circostante. La posizione strategica della città influì in modo decisivo sulle sue vicende storiche nonché sullo sviluppo urbanistico. Infatti Cuneo, alla quale si apre una sola possibile direttrice di espansione verso sudovest, cioè verso Borgo San Dalmazzo, rimase per secoli racchiusa entro la cerchia originaria di mura. Fu soltanto dopo la demolizione della cinta muraria, ad opera dell'amministrazione napoleonica, all'inizio del XIX secolo, che prese l'avvio l'espansione moderna della città, attorno alla grande piazza centrale (piazza Vittorio Emanuele II, oggi Piazza Galimberti), la più grande d'Europa di questa tipologia, e lungo l'asse di corso Nizza, con uno sviluppo a pianta regolare, lento per tutto l'Ottocento e fino alla prima guerra mondiale e con ritmo sempre più rapido fra le due guerre, e specialmente dal 1945 in poi. Nell'attuale centro urbano il nucleo originario incuneato fra i Belvederi di corso Stura e di corso Gesso si contrappone nettamente ai quartieri recenti sviluppatisi verso sudovest, caratterizzati da vie ampie e diritte disposte attorno a piazza Galimberti e ai lati di corso Nizza, fiancheggiate da imponenti palazzi con spaziosi portici. Lo sviluppo urbanistico ha assunto un ritmo particolarmente celere dopo la seconda guerra mondiale e la città si è estesa in particolar modo verso Borgo San Dalmazzo, occupando tutto l'altopiano fino ai viali ricavati sui baluardi delle antiche fortificazioni e dominanti il corso del Gesso e della Stura. Le sedi delle attività commerciali e gli uffici pubblici si condensano nel centro storico, che ha quasi perso l'antica fisionomia residenziale in seguito allo spostamento interno degli abitanti verso i nuovi quartieri.

La città è in una fase lenta ma concreta di sviluppo: a breve infatti sarà anche raggiunta dalla rete autostradale italiana (attraverso la A33). La principale via di accesso alla città è il Viadotto Soleri (chiamato colloquialmente "Ponte Nuovo" dai cuneesi), che attraversa tutta la valle del torrente Stura e raggiunge la città; tale viadotto, che è sia stradale che ferroviario, venne fatto costruire da Mussolini nel 1934 e divenne tristemente noto col nome di "Ponte dei Suicidi": dai suoi parapetti si sono gettate più di 150 persone. Oggi l'amministrazione comunale ha fatto innalzare le barriere del viadotto per rendere più difficili ulteriori tentativi di suicidio. Nel 2007 viene inaugurato un nuovo ponte che attraversa il fiume Stura a cui si connette una serie ci circonvallazioni che provengono da paesi limitrofi e che permettono un collegamento piu´ rapido con le Valli Maira, Stura e Gesso, oltre che, attraverso un sottopasso un attraversamento rapido dell'altopiano da est a ovet. La città possiede anche un aeroporto (Olimpica - Cuneo-Levaldigi[1]),nato come sostitutivo/parallelo a Torino-Caselle. Da qualche mese l'aeroporto ha tratte low-cost per Londra (Stansted), Birmingham e Dublino. Sono attivi anche voli per l'Est Europa.

Le varie fasi dello sviluppo topografico di Cuneo sono conseguenti all'andamento dell'espansione demografica della città, che contava 6154 abitanti nel 1571 e 18.000 nel 1774. Dopo l'abbattimento delle mura e delle fortificazioni e il conseguente sviluppo edilizio la popolazione salì a circa 25.000 abitanti alla fine dell'Ottocento e si accrebbe di oltre 10.000 unità negli anni fra le due guerre. Nel 1965 la popolazione raggiunse i 50.380 abitanti, all'incirca pari al livello attuale (52.334 abitanti nel censimento del 2001).

[modifica] Onorificenze

Cuneo è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 1° agosto 1947 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[2]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare

«Fedele alle sue antiche glorie guerriere ed alla sua forte tradizione patriottica, consacrava ogni sua migliore energia al movimento di resistenza. Per venti mesi ininterrotti, possente e paziente, la Città dei sette assedi promosse, organizzò, sostenne con animo indomito e costante, nelle montagne e nelle pianure della provincia, la guerra partigiana, di cui fu il cuore generoso ed il cervello sagace. Dal primo momento della lotta sino alla liberazione, offrendo prodigalmente al movimento partigiano il fiore dei suoi figli, non piegando dinanzi all'oppressione inumana, sopportando fortemente pene e sacrifici, fu esempio, simbolo, guida, espressione delle virtù militari e dei valori civili della resistenza. 2000 caduti, 1000 assassinati, 2200 invalidi, 1400 deportati costituiscono il suo glorioso serto stillante sangue purissimo di eroi, dalla Patria riconoscente consacrati all'immortalità. Cinta d'assedio e presa d'assalto dagli stessi suoi figli partigiani, unendo l'impeto degli assalitori all'insurrezione concorde dei cittadini, con una battaglia di quattro giorni per le strade insanguinate, seppe con le sole sue forze risolvere l'abbraccio filiale dell'ottavo assedio nel trionfo della liberazione.»
— 8 settembre 1943 - 29 aprile 1945

[modifica] La comunità ebraica di Cuneo

Sin dal XIV secolo si stabilirono a Cuneo ebrei provenienti dalla Provenza. Il Comune diede loro permesso di residenza e di svolgere attività di prestito. La comunità si ampliò nei secoli seguenti con l'arrivo di altri numerosi nuclei familiari dalla Francia e in particolare da Avignone, integrandosi con la popolazione locale. Il mercato di piazza Galimberti, che originariamente si teneva di sabato, si svolge ancor oggi al venerdi in segno di ringraziamento per l'aiuto fornito dagli ebrei della città in occasione dell'assedio del 1641. Quando nel 1724 fu istituito il ghetto di via Mondovì (ancor oggi riconoscibile nella sua struttura originaria) abitavano a Cuneo 134 ebrei, che nei decenni successivi divennero oltre 450. Con l'emancipazione del 1848 la comunità crebbe ulteriormente come testimonia l'ampliamento della sinagoga che assunse forma monumentale e conserva intatti a tutt'oggi i propri preziosi arredi. L'antico cimitero ebraico in Calà degli Ebrei (oggi via della Pieve) e' stato smantellato per la costruzione di una strada tangenziale e trasferito in una sezione del cimitero comunale in via Bassa S. Sebastiano.[1]

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Luoghi di interesse

[modifica] Palazzi

[modifica] Musei

[modifica] Edifici religiosi

[modifica] Teatri

[modifica] Altri luoghi

Da notare gli edifici della piazza Galimberti in stile neoclassico. Molto caratteristica nel centro storico la Contrada Mondovì, stretta, porticata e di stampo schiettamente medievale.

Da vedere è anche via Roma, la principale arteria della vecchia Cuneo, completamente porticata e dal caratteristico andamento curvilineo.

[modifica] Cultura

[modifica] Eventi

[modifica] Personalità legate a Cuneo

Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Cuneo.

Il celebre attore Totò rese famosa la battuta:

« Sono un uomo di mondo, ho fatto 3 anni di militare a Cuneo! »

[modifica] Media

Principali testate locali sono La Guida, Cuneo Sette e La Bisalta, tutte ad edizione settimanale.

[modifica] Università e Istruzione

Cuneo è sede di alcuni corsi di laurea dell'Università degli Studi di Torino, del Conservatorio Statale di Musica "G. F. Ghedini", dell'Accademia di Belle Arti e dell' Istituto Universitario per Mediatori Linguistici.

[modifica] Sport

La squadra più importante e famosa di Cuneo è senza dubbio quella di pallavolo, il Cuneo Volley Ball Club, fondato nel 1958 e ribattezzato Piemonte Volley nel 2001. Fra i trofei conquistati dalla società ci sono 4 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane, 2 Coppe CEV, 2 Coppe delle Coppe e 2 Supercoppe Europee, nonché 5 scudetti a vari livelli giovanili. Il Cuneo VBC/Piemonte Volley gioca le partite casalinghe al Palasport di S. Rocco Castagnaretta. Il gruppo storico di suoi tifosi si chiama Blu Brothers ed è attivo dal 1989, avendo raccolto l'eredità di un precedente gruppo chiamato "Rangers".

La principale squadra cittadina di calcio, l'A.C. Cuneo 1905, gioca in Serie D

Cuneo è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Inoltre, da Cuneo, è partita il 22 luglio 2008 la 16esima tappa (Cuneo-Jausiers) del 95° Tour de France. Il giorno precedente, 21 luglio 2008, la corsa effettua un giorno di riposo in terra straniera (proprio a Cuneo), prima volta nella leggendaria storia del Tour.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Alberto Valmaggia (centrosinistra) dal 29/05/2007 (2º mandato)
Centralino del comune: 0171 4441
Posta elettronica: ufficio.protocollo@comune.cuneo.it

[modifica] Gemellaggi

Cuneo è gemellata con le seguenti città:

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova 1986.
  2. ^ Vedi: Dlfcuneo.net

[modifica] Collegamenti esterni


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