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Il bottone è un piccolo oggetto, solitamente piatto e di forma tondeggiante, usato per chiudere gli abiti. Il bottone, che è attaccato a un lembo, funziona in accoppiata con una varco, posto sull'altro lembo, che si chiama occhiello, asola o alamaro. Infilando il bottone nell'occhiello i due lembi rimangono saldamente collegati.
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Presenti sin dalla preistoria, i bottoni sono stati rinvenuti negli scavi archeologici nella valle dell'Indo (circa 2800-2600 a.C.) dell'età del bronzo in Cina (circa 2000-1500 a.C.). Erano usati nell'antica Roma, anche se le chiusure di abiti e mantelli, nell'antichità, erano ottenute principalmente con lacci, fibbie e spille.
Si diffusero ampiamente in Europa durante il Medioevo, la prima menzione letteraria risale al XII secolo nel poema La Chanson de Roland, dove figura come piccola cosa senza valore.
L'evoluzione dei bottoni segue quella della moda, da oggetto funzionale diventa accessorio di decorazione, sempre più complesso e prezioso.
Solitamente è di forma rotonda ma ne esistono di forme ovali, quadrate o variamente sagomate. Possiede dei buchi, generalmente due o quattro, per collegarlo saldamente all'abito tramite cucitura. Al posto dei buchi può esserci un occhiellino sporgente od un peduncolo forato dove si fa passare il filo. I bottoni semplici sono piatti, ma possono essere bombati o decorati nei più vari modi.
Oltre ai classici bottoni sono molto diffusi anche i più pratici bottoni a pressione, grazie ai quali basta applicare una piccola pressione per unire e separare le due parti con un "click".
Questi bottoni sono formati da due componenti di ottone per ciascuna delle due parti di stoffa da unire. Ogni coppia di elementi è saldamente unita alla stoffa tramite un'operazione di pressatura che, deformando l'ottone, costringe la stoffa tra le due parti.
Il bottone è stato realizzato con tutti i materiali disponibili e sufficientemente solidi come: